Scienziati israeliani sviluppano modo per rilevare i focolai di poliomielite

Scienziati israeliani sviluppano modo per rilevare i focolai di poliomielite. Alcuni scienziati israeliani dell’Università Ben Gurion hanno sviluppato e migliorato un modello per rilevare il virus della polio prima che si diffonda e che provochi un focolaio.

Il nuovo modello utilizza i livelli del virus nei liquami per prevedere un focolaio, invece di aspettare che il virus si insinui nel corpo e crei danni irreparabili.

Il virus è stato sradicato dalla maggior parte dei paesi del mondo, a seguito di uno sforzo di tre decenni per eradicare questa malattia paralizzante. Utilizzando i dati da un focolaio di poliomielite selvaggia in Israele nel 2013, il team, guidato da Yakir Berchenko, ha sviluppato un modello che utilizza la sorveglianza ambientale per ottenere un risultato più sensibile rispetto all’alternativa di aspettare che la malattia si manifesti.

La poliomielite è un’infezione virale altamente contagiosa che attacca il sistema nervoso e provoca paralisi o morte. Nel 1950, la malattia ha paralizzato fino a 35.000 americani ogni anno, ma una campagna di salute pubblica ha eliminato la malattia negli Stati Uniti nel 1979.

I Centri americani per il Controllo delle Malattie hanno sottolineato che mentre “la polio non ha cura, la vaccinazione è il modo migliore per proteggere se stessi e l’unico modo per fermare la diffusione della malattia”.

Alla fine di agosto del 2013, un virus selvaggio della polio è stato identificato in campioni di acque reflue prelevati nella Galilea del sud. Secondo il Ministero della Salute israeliano, il campione è stato prelevato prima del lancio di una massiccia vaccinazione nazionale contro il virus.

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