Ricerca israeliana: l’insulino-resistenza aumenta il declino delle capacità cognitive

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Ricerca israeliana: l’insulino-resistenza aumenta il declino delle capacità cognitive. Gli alti livelli cronici di zucchero nel sangue e la resistenza all’insulina – che si verificano di solito con diabete non controllato, obesità e mancanza di esercizio fisico – aumentano il rischio di declino rapido delle capacità cognitive.

I risultati di una ricerca durata 20 anni ed effettuata presso l’Università di Tel Aviv sono stati recentemente pubblicati  nel Journal of Alzheimer. Secondo lo studio, soggetti diabetici e non diabetici con insulino-resistenza manifestano un accelerato declino cognitivo e di memoria.
La resistenza all’insulina è una condizione in cui le cellule non rispondono normalmente all’ormone. La resistenza impedisce alle cellule epatiche di assorbire il glucosio. Di conseguenza, il corpo richiede alti livelli di insulina per spostare il glucosio nelle sue cellule. Senza insulina sufficiente, l’eccesso di glucosio si accumula nel sangue, portando a prediabete, diabete e altri disturbi di salute gravi.

Queste le parole del Prof. David Tanne, uno dei ricercatori:

Questi risultati sono entusiasmanti perché possono aiutare ad identificare gli individui con un alto rischio di declino cognitivo e demenza in età avanzata. Sappiamo che la resistenza all’insulina può essere prevenuta e curata da cambiamenti dello stile di vita e con alcuni farmaci. L’esercizio fisico, il mantenimento di una dieta equilibrata e sana aiuterà a prevenire la resistenza all’insulina e, di conseguenza, a proteggere il cervello quando si invecchia.

Gli scienziati hanno seguito un gruppo di quasi 500 pazienti con malattia cardiovascolare esistente per più di 20 anni. In primo luogo hanno valutato l’insulino-resistenza dei pazienti utilizzando il modello di valutazione dell’omeostasi, hanno calcolato la glicemia e li velli di insulina a digiuno. Le funzioni cognitive sono state valutate con una batteria computerizzata di test che hanno esaminato la memoria, l’elaborazione spaziale visiva e l’attenzione. Le valutazioni di follow-up sono state condotte 15 anni dopo l’inizio dello studio e successivamente dopo altri 5 anni.

I risultati hanno mostrato che gli individui con insulino-resistenza presentavano un maggior rischio di scarse performance cognitive, rispetto a quelli che non presentavano questa condizione.

Come spiegato dal Prof. Tanne su The Jerusalem Post, questo studio è un supporto per ulteriori ricerche per testare i benefici cognitivi degli interventi come l’esercizio fisico, la dieta e farmaci che migliorano la resistenza all’insulina, al fine di prevenire la demenza.

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