Crisi idrica: la Banca Mondiale chiede aiuto a Israele

La Banca Mondiale ha firmato un accordo con Israele per quanto riguarda le tecnologie legate all’acqua. L’istituzione internazionale vuole che Israele condivida il suo know how con i paesi in via di sviluppo.

Per svolgere questa missione, Israele riceverà 500,000 dollari. Esperti israeliani si recheranno nelle aree problematiche per presentare le tecnologie per lottare contro gli sprechi d’acqua e per incoraggiare il riciclaggio. Israele inoltre riceverà delegazioni straniere curiose di conoscere i nuovi sviluppi su desalinizzazione, filtrazione dell’acqua e irrigazione a goccia.

La Direttrice per l’acqua presso la Banca Mondiale, Jennifer Sara, ha sottolineato:

Le pratiche innovative di Israele sono riconosciute in tutto il mondo e rispondono senza dubbio alle esigenze di molti clienti che si rivolgono alla Banca Mondiale.

Nonostante fosse un paese arido, Israele ha saputo reagire alla penuria d’acqua. Oggi la maggior parte dell’acqua proviene dalla dissalazione (1° impianto al mondo è ad Ashkelon), dalla filtrazione o dal riciclaggio delle acque reflue. L’irrigazione a goccia, inventata da Israele, riduce drasticamente (90%) la quantità di acqua utilizzata limitando la pratica di irrigazione a esigenze molto specifiche.

CropX è riuscita ad ottenere 9 milioni di dollari. Si tratta di una startup israeliana che permette a tutti gli agricoltori di conoscere esattamente i bisogni delle colture grazie ad una app per smartphone che aiuta ad evitare lo spreco di acqua.

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