Bio Retina: dall’oscurità alla luce

La società israeliana Nano Retina lavora allo sviluppo di un chip bionico impiantabile, progettato per le persone affette da degenerazione retinica.

Studi clinici hanno documentato che oltre 16 milioni di persone nel mondo sono affette da disabilità visiva. La maggior parte delle persone di età superiore ai 40 anni sono colpiti da degenerazione maculare. Nonostante numerosi studi non vi è un trattamento per superare questo handicap.

Nano Retina, i cui laboratori si trovano ad Herzliya e a Dallas (Texa, USA), sviluppa chip di retina artificiale chiamati Bio Retina, ad alta risoluzione e facili impiantare, progettati appositamente per aiutare coloro che sono colpiti da degenerazione maculare.

Come funziona la Bio Retina?

Si tratta di un dispositivo per sostituire il fotorecettore danneggiato negli occhi. Trasforma la luce naturale ricevuta in segnali elettrici che stimolano i neuroni e invia le foto ricevute dall’impianto al cervello. Bio Retina funziona armoniosamente con le funzionalità naturali dell’occhio, tra cui la dilatazione della pupilla ed il movimento del bulbo oculare. Una batteria ricaricabile, costiruita da mini pile laser è situata su un paio di occhiali, alimentando efficacemente l’impianto con la tecnologia wireless.

Molte aziende stanno lavorando su sistemi che richiedono anestesia generale, un intervento di 6 ore ed un dispositivo esterno molto pesante composto da cuffie, fotocamera e cintura esterna con la batteria). Bio Retina invece si posiziona in 30 minuti, richiede l’anestesia locale e non è callegato ad nessun dispositivo ingombrante.

Nel 2011 è stato prodotto un prototipo che ha ricevuto tutte le approvazioni necessarie per i test. Nel 2013 gli studi clinici hanno prodotto 180,000 unità e entro la fine del 2015 dovrebbe entrare sul mercato.

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