Rigenerazione del tessuto umano: una scoperta sorprendente

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La Dott.ssa Noa Shenkar e la studentessa Tal Gordon del Dipartimento di Zoologia dell’Università di Tel Aviv hanno recentemente trovato una piccola creatura marina capace di rigurgitare tutto il proprio apparato digestivo in caso di pericolo, e quindi di rigenerarlo. Secondo lo studio, pubblicato il 16 marzo 2015 all’interno della rivista Nature Group, con questa scoperta si potrebbe progredire con le analisi sul processo di rigenerazione degli organi negli esseri umani.

Spiega la Dott.ssa Shankar:

Come parte integrante dell’iniziativa per la classificazione delle specie viventi in Israele, effettuiamo delle ricerche su alcuni invertebrati marini, chiamati “Tunicati”, che vivono nella barriera corallina di Eilat. Abbiamo scoperto che alcune specie di ascidia riescono ad espellere qualcosa quando si tenta di toccarle. Dopo le analisi, si è scoperto che l’oggetto espulso era il loro sistema digestivo.

I ricercatori hanno esaminato numerosi esemplari di ascidia ed hanno notato che, in risposta ad una leggera pressione meccanica, essi rifiutano il loro sistema digestivo. Gli esperti hanno notato anche che il piccolo animale si ritrae per circa 48 ore e, successivamente, si riapre ed il tutto ricomincia a funzionare normalmente.

Ci siamo resi conto, con grande stupore, che l’ascidia esegue un processo miracoloso di rigenerazione e riparazione dei tessuti. Rigenera il suo intestino in 12 giorni e le sue branchie in 19 giorni, vera fantascienza! Molti animali sono in grado di ricostruire parti del corpo che hanno perso. Ad esempio, le lucertole rinnovano la loro coda, le stelle marine le braccia e la tenia intere parti del corpo; ma tutti questi organi non sono essenziali per la sopravvivenza. Il tunicato riesce invece a rifiutare tutto il suo apparato digerente, organo senza il quale la vita è impossibile, riesce anche a sopravvivere e a rigenerarlo.

Si è scoperto che il rifiuto del sistema digestivo è parte integrante di una strategia di sopravvivenza. Non è di solito utilizzato come alimento da parte dei pesci perché non ne amano il gusto. In uno degli esperimenti ricercatori hanno sottoposto 18 sistemi digestivi espulsi dalle ascidie ai pesci, ma sono stati tutti respinti. Non si sa ancora quale sia la componente che generi il “cattivo gusto” ma è possibile che ciò protegga le ascidie da potenziali predatori.

Al di là dell’aspetto zoologico, la scoperta ha importanti potenziali applicazioni nel campo della ricerca medica:

Il fenomeno delle emissioni di colon-retto è ben noto, soprattutto nelle oloturie (conosciuti anche come cetrioli di mare). Le ascidie però appartengono ad una specie più vicina ai vertebrati, compresi mammiferi e esseri umani, in termini di evoluzione. Nel corso dell’evoluzione alcuni processi fisiologici non sono cambiati, motivo per cui il processo di rigenerazione cellulare è molto simile al nostro. Quindi queste creature possono essere un eccellente modello animale per la futura ricerca medica sul tema del rinnovamento dei tessuti.

Gli scienziati hanno in programma di espandere le ricerche, come ad esempio: a che età queste creature sono in grado di respingere il loro sistema digestivo e di ricostruirlo? Si attendono nuovi sviluppi.

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