Lanciato il primo nanosatellite israeliano per la ricerca scientifica

Lanciato il primo nanosatellite israeliano per la ricerca scientifica. Un nuovo nanosatellite, il primo per il mondo accademico israeliano, è stato recentemente lanciato nello spazio per condurre missioni scientifiche per conto dell’Università Ben Gurion.

BGUSAT è il risultato di un progetto congiunto di cinque anni tra l’Università Ben Gurion, l’Israel Aerospace Industries Ltd. e il Ministero della Scienza, Tecnologia e Spazio.

Il satellite, è  poco più grande di un cartone del latte, pesa solo cinque chilogrammi ed è dotato di telecamere innovative che possono fotografare una vasta gamma di fenomeni atmosferici e un sistema di guida che permette agli operatori di scegliere le aree di ricerca da una stazione di terra.

I ricercatori saranno in grado di posizionare il satellite per catturare una varietà di immagini da diverse angolazioni.

È la prima volta che una qualsiasi università israeliana avrà accesso ai dati provenienti da un nanosatellite per scopi di ricerca, secondo quanto diramato da una dichiarazione congiunta della BGU, IAI e dell’Agenzia spaziale israeliana. Questa missione permetterà ai ricercatori israeliani dell’Università Ben Gurion e dell’Università di Tel Aviv di studiare alcuni dei più interessanti fenomeni scientifici.

La costruzione del satellite è iniziata due anni fa presso la divisione spazio dell’IAI.

I nanosatelliti sono un nuovo strumento per la ricerca scientifica accademica, che consentono studi economicamente accessibili per il mondo accademico.

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Dal momento che i nanosatelliti sono più economici, offrono un’arena più grande per l’innovazione spaziale, dice la nota.

Il colonnello Ofer Doron, capo dell’IAI’s MBT Space Division, ha sottolineato che questo nuovo progetto “apre il mondo dei nanosatelliti a nuove e diverse missioni scientifiche. […] Per la prima volta, si ha un computer con una potenza simile a quelli destinati a satelliti più grandi, ma sviluppato specificamente per nanosatelliti”.

Studenti e ricercatori israeliani hanno lavorato sul BGUSAT sotto una varietà di punti di vista, come l’ingegneria del software, ingegneria elettrica, scienze planetarie, ingegneria industriale e di gestione e altro ancora.

Dopo il lancio del satellite, l’Agenzia spaziale israeliana ha stanziato un ulteriore milione di shekel per finanziare la ricerca futura sulla base dei dati ricevuti dal satellite ed ha inviato gli atenei a presentare le proprie proposte. Le università di Ben Gurion e di Tel Aviv hanno già presentato una proposta congiunta per studiare l’airglow o luminescenza notturna della Terra.

Photo Credit | TheTimesOfIsrael

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