Dare voce a coloro che soffrono di disturbi del linguaggio

Ne avevamo già parlato con le 4 tecnologie israeliane che migliorano la vita dei disabili, riconoscere i suoni e le voci per aiutare le persone che soffrono di problemi del linguaggio è l’obiettivo di Talkitt, un’applicazione che potrebbe trasformare – in meglio – la vita di milioni di persone con questo disturbo.

Il vantaggio è che funziona su qualsiasi smartphone, computer o tablet per un costo all’utente di circa 20 dollari al mese. Gli smartphone al giorno d’oggi hanno permesso l’accessibilità a queste tecnologie sanitarie con estrema semplicità.

Danny Weissberg, il creatore dell’applicazione, spera di “colmare il divario tra le persone con disabilità e le loro famiglie”. L’idea gli venne nel 2012, poco dopo che sua nonna fu colpita da un ictus che la rese incapace di comunicare.

Weissberg, che lavora da più di 15 anni nel settore delle industrie di alta tecnologia, ha iniziato a incontrare logopedisti ed altri specialisti in questo campo. Ha subito capito l’importanza di tale innovazione perché quasi l’1,5% della popolazione mondiale soffre di disturbi del linguaggio.

Certo, le soluzioni come il controllo dei movimenti della testa e degli occhi già esistono ma nessuna di queste tecnologie permette all’individuo di articolare un discorso personale e normale. In particolare, si osserva che Talkitt funziona utilizzando un dizionario di suoni che esso associa a delle parole. Così ad ogni suono si ottiene una sorta di “traduzione” che lo rende comprensibile.

Con questa tecnica rivoluzionaria, il software potrebbe funzionare anche con le persone che parlano l’inglese o l’ebraico ma potrebbe funzionare ugualmente con un bambino autistico che “inventa” una propria lingua. Dal suo lancio, Talkitt ha già vinto numerosi prestigiosi premi come il Fellows Phillips Innovation, che gli ha permesso di ottenere finanziamenti sufficienti per svilupare efficacemente il progetto.

Talkitt rimane attualmente in fase di test, attraverso partnership con ospedali e associazioni mediche. L’obiettivo è quello di permettere le registrazioni vocali. Successivamente la tecnologia entrerà in una seconda fase, ovvero quella di entrare negli ospedali con l’idea di renderla disponibile per studi clinici. Al termine della convalida della versione attuale, Weissberg è intenzionato a migliorare la tecnologia, includendo nuove parole in modo automatico e permettere a Talkitt di suggerirne.

Inoltre, il creatore della startup, che ha uffici anche a Boston, ritiene che le persone affette da Parkinson o da sclerosi laterale amiotrofica possano iniziare ad usare Talkitt al momento della diagnosi. Pertanto se l’uso della parola inizia a deteriorarsi, il software potrebbe rappresentare una parte importante della soluzione.

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