Una cannuccia contro la “droga dello stupro”

Nel mondo una donna su cinque, purtroppo, è vittima di stupro o tentata violenza. Ci sono molti luoghi in cui non è bene rimanere sole se si è donne, le discoteche rimangono un luogo preferito per gli stupratori.

La GHB è una sostanza inodore e insapore, conosciuta anche con il nome di “droga dello stupro”. Si tratta di un’arma molto efficace usata sempre più spesso dai violentatori di tutto il mondo al fine di abusare delle loro vittime. Una volta che si è ingerito il liquido, la persona perde coscienza e l’aggressore di norma approfitta della situazione. Come se non bastasse, la vittima non ricorderà assolutamente nulla perché il mattino seguente avrà nausea, vertigini, confusione mentale. Se assunta in dosi elevate funge da anestetico.

Per lottare contro questo flagello, il professore israeliano Fernando Patolsky, dell’Università di Tel Aviv, ed il suo collega Michael Ioffe, hanno inventato un oggetto a forma di cannuccia in grado di rilevare qualsiasi sostanza chimica presente in una bevanda.

Come funziona?

I ricercatori spiegano che il suo uso è estremamente semplice. Basta succhiare un piccolo sorso della bevanda contaminata dalla droga, che la cannuccia cambia subito colore avvisando la vittima che la bevanda che sta per ingerire è pericolosa. In termini pratici, la cannuccia miscela il campione della bevanda con una soluzione che cambia colore a seconda del tipo di droga rilevato.

Attualmente la cannuccia è in grado di rilevare le due droghe principali utilizzate dagli aggressori: ketamina e acido gamma-idrossibutirrico (GHB).

Ad un occhio esterno questo oggetto appare come una semplice cannuccia – da tenere sempre in borsa – ma salverà la vita a molte ragazze nel mondo.

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