Le aziende cinesi vogliono investire in Israele

Il governo israeliano sta per effettuare una vendita di alcune società di proprietà dello Stato e gli investitori cinesi sono disposti a trarre vantaggio da alcune di queste opportunità, secondo David Hodak, partner di GKH (Gross, Kleinhendler, Hodak, Halevy, Greenberg &Co), una delle più importanti società di avvocati in Israele.

Afferma Hodak:

La Cina conosce Israele per la sua tecnologia, non conoscono molto bene il settore industriale e le infrastrutture della nostra economia, ma ne sono molto interessati.

Gli investitori cinesi sono stati attratti dai numerosi campi in cui potrebbero investire somme importanti.

Continua Hodak:

Davvero ci amano, ogni volta che vado ricevo sempre un caloroso benvenuto. In realtà, aggiunge scherzando, gli israeliani non sono sempre noti per la loro cordialità, per cui speriamo che sappiamo guadagnarci questo affetto.

La scorsa settimana, il gabinetto ha approvato la proposta di vendere molte aziende appartenenti allo Stato stesso oppure quelle di cui possiede la maggior parte delle azioni, come l’Azienda elettrica, le ferrovie, l’industria aerospaziale, il fornitore di acqua Mekorot, la posta e molte altre.

Fino al 49% delle compagnie saranno messe all’asta, il governo manterrà una maggiorità, in termini di azioni, per preservare la sicurezza nazionale, ma è chiaro che chi acquista un quota rilevante di queste aziende avrà una grande influenza nella loro gestione.

Quest’ultimo aspetto risulta essere molto importante, perché come spiega Hodak:

Sono interessati a investire, ma ad una condizione: vogliono essere coinvolti nel processo decisionale e nella politica.

Gli avvocati di GKH hanno collaborato in alcuni dei più grandi accordi tra Israele e Cina, come nella vendita di Makhteshim Agam (ora Adama) e nel potenziale acquisto di Tnuva da parte della azienda cinese Bright Food.

Aggiunge Hodak:

una delle più grandi preoccupazioni degli israeliani che fanno affari con la Cina riguarda, naturalmente, il fatto di proteggere la proprietà intellettuale. Nel corso dei decenni però abbiamo compreso che le nostre tecnologie hanno bisogno di rispettare le regole occidentali.

Con enormi riserve di liquidità, gli investitori cinesi sono alla ricerca di azioni societarie in tutto il mondo, e nel corso di un loro recente viaggio in Cina, Hodak e i suoi membri hanno presentato alcune delle opportunità che Israele ha da offrire agli investitori cinesi e quest’ultimi ne erano davvero entusiasti.

Eli Barasch, socio della GKH, ha affermato:

E’ davvero eccezionale l’affetto che nutrono per gli israeliani e credo che siano sinceri. Durante uno dei miei viaggi in Cina, con molta cura ci hanno spiegato in che modo hanno aiutato gli ebrei durante la Shoah ed erano molto orgogliosi di aver fornito un riparo per gli ebrei consentendo loro di fuggire dall’Europa per stabilirsi a Shanghai.

L’ottimo rapporto con la Cina non significa che gli israeliani voltino le spalle agli altri, come gli Stati Uniti.

Termina Hodak:

Il nostro rapporto con gli Stati Uniti è ad un livello completamente diverso. Gli Stati Uniti sono il nostro alleato più forte ed hanno alle spalle una lunga e profonda storia con noi. Ma non possiamo dimenticare quello che abbiamo vissuto come persone in questi paesi. I cinesi non ci hanno mai perseguitati e sono molto felici di lavorare con noi fino a quando l’accordo li soddisfa. Vogliono dare, ma vogliono anche ricevere. E questo è tutto ciò che possiamo chiedere in un rapporto.

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