Weizmann Institute: una soluzione per il Jet lag

Weizmann Institute: Una soluzione per il Jet lag. Benjamin Ladeuix e Yaarit Adamovich, due ricercatori del Weizmann Institute hanno appena depositato un brevetto per la scoperta di una tecnica che potrebbe evitare gli effetti del jet lag.

Il jet lag è una conseguenza destabilizzante per tantissimi viaggiatori. Chiamato anche disincronosi circadiana, è una condizione clinica che si verifica quando si attraversano vari fusi orari, come avviene nel caso di un lungo viaggio in aereo e che si materializza con uno scombussolamento dell’orologio biologico.

I sintomi più comuni e che generalmente sconvolgono il metabolismo, sono:

  • Perdita di appetito;
  • Disturbi del sonno;
  • Mal di testa.

L’orologio circadiano è responsabile della sincronizzare delle funzioni biologiche del corpo regolando i processo biologici in modo che ciascuno di essi sia ottimizzato automaticamente in un momento specifico. Essa sostiene e regola risposte cellulari a seconda della luce, la temperatura e ossigeno ricevuto. All’esterno, durante il viaggio, il fuso orario è diverso e ciò che avviene è la rottura del solito ritmo ciclico.

Ed è proprio questo tipo di sincronizzazione che il team del Weizmann Institute ha realizzato per ridurre le reazioni del corpo.

I ricercatori israeliani hanno esaminato una proteina chiave del funzionamento del ciclo circadiano nei topi.
La proteina HIF-1 è rilevante per lo studio, dal momento che funziona come controllore che rilascia ossigeno nelle cellule quando lo richiede il metabolismo.

Dopo aver sottoposto i topi a velocità diverse, paragonabile alla differenza di tempo, è emerso che coloro che avevano in corpo proteina HIF-1 si erano facilmente adattati per ridurre il livello di ossigeno, mentre altri, privati dello stesso gene, mostravano effetti collaterali e un adattamento più lungo.

Il team ha concluso che la quantità di ossigeno trasportata attraverso il gene HIF-1 è sufficiente per sincronizzare il ciclo circadiano e consente istintivamente di adeguarsi al nuovo fuso orario.

Iniettando l’ossigeno, gli effetti del jet lag sono stati ridotti del 50%. Sebbene questi effetti dipendano dalla capacità di sincronizzazione di ciascuno e dalla durata del fuso, questa soluzione può servire ogni età, senza rischio di effetti collaterali.
Finora il metodo risulta essere efficace su una differenza di sei ore, ma la sfida di questo progetto sarebbe quello di estendere questa tecnica a un cambiamento più grande. Inoltre, studi precedenti suggeriscono che un ulteriore trattamento con ossigeno potrebbe fornire un significativo aiuto nel trattamento di malattie gravi come il cancro.

Questa scoperta rivela un potenziale per i viaggiatori e gli ammalati. L’ossigeno aiuterà a riequilibrare l’orologio circadiano spesso disturbato e debilitato dai trattamenti farmacologici.

Il team scientifico è in attesa di una collaborazione con startup e compagnie aeree pronte a commercializzare la loro soluzione

Per ora, l’unico modo per creare ossigeno è un generatore di circa 90 kg. Gli scienziati stanno pensando ad un modo per comprimere l’ossigeno in un formato più piccolo al fine di poterlo esportare negli aeroporti e persino in aereo.

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