Weizmann Institute: Proteine programmate potrebbero aiutare a prevenire la malaria

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Weitzmann Institute: Proteine programmate potrebbero aiutare a prevenire la malaria. Nonostante i numerosi anni spesi nella ricerca sulla malaria, la malattia affligge ancora centinaia di milioni di persone e ne uccide circa mezzo milione ogni anno – la maggior parte delle quali sono bambini nelle regioni tropicali.

Parte del problema è che il parassita della malaria muta la sua forma, rendendolo un difficile bersaglio. Ma un’altra parte del problema è che le proteine del parassita che potrebbero essere utilizzate come vaccini, sono instabili a temperature tropicali e richiedono, sistemi cellulari costosi e complicati per produrne in grandi quantità.

Un nuovo approccio sviluppato presso il Weizmann Institute potrebbe, in futuro, portare ad un vaccino economico contro la malaria che potrà essere conservato a temperatura ambiente.

La proteina RH5 è una delle proteine del parassita della malaria che sono state testate per l’uso come vaccino. Questa proteina è utilizzata dal parassita per ancorarsi ai globuli rossi che infetta. Utilizzando la proteina come vaccino si avvisa il sistema immunitario della minaccia, senza causare la malattia, permettendo così di sviluppare una risposta rapida quando la malattia colpisce.

Lo studente di ricerca Adi Goldenzweig e il Dott. Sarel Fleishman del Dipartimento di Scienze Biomolecolari dell’Istituto ha deciso di utilizzare degli strumenti di progettazione di proteine basati su computer, per migliorare l’utilità di questa proteina.

Basato su un software che hanno creato per la stabilizzazione delle strutture proteiche, Goldenzweig ha sviluppato un nuovo programma per “programmare” le proteine utilizzate nei vaccini contro le malattie infettive. Tali proteine, poiché sono sotto costante attacco da parte del sistema immunitario, tendono a mutare di generazione in generazione. Così il programma utilizza tutte le informazioni note su diverse configurazioni della sequenza proteica in diverse versioni del parassita.

Il parassita inganna il sistema immunitario mutando le sue proteine. Paradossalmente, più il parassita elude il sistema immunitario, più indizi lascia ai scienziati che saranno in grado di usarli per realizzare una proteina artificiale di successo.

I ricercatori hanno inviato la proteina artificiale ad un team di Oxford specializzato nello sviluppo di un vaccino contro la malaria. Questo gruppo, guidato dal Prof. Matthew Higgins e Simon Draper, ha rivelato che i risultati hanno mostrato che, in contrasto con quelle naturali, la proteina programmato può essere prodotta in modo semplice, poco costoso e in grandi quantità.

Questo metodo potrebbe essere applicato alle malattie infettive emergenti come Zika o Ebola.

Fleishman e il suo gruppo stanno attualmente utilizzando il loro metodo per testare una diversa strategia per il trattamento della malaria, basata sul targeting della proteina RH5 stessa e bloccando la sua capacità di mediare il contatto tra il parassita e globuli rossi umani.

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