Weizmann Institute: nuova ricerca per curare le malattie legate all’età

Weizmann Institute: nuova ricerca per curare le malattie legate all’età. Una delle cose che accade al nostro corpo con l’avanzare dell’età è che le cellule cosiddette senescenti, ovvero quelle che “vanno in pensione” e che cioè smettono di dividersi ma si rifiutano di sottoporsi alla morte cellulare, sono sempre presenti e sono utili anche nella riparazione delle ferite.

Ma negli organi queste cellule non vengono utilizzate come si deve, motivo per cui si accumulano e possono occupare posto inutile. La Dott.ssa Valery Krizhanovsky del Weizmann Institute sta studiando quanto queste cellule siano legate ai disturbi di invecchiamento e perché si rifiutano di andare via.

Il suo lavoro non sta aprendo solo nuove finestre sul processo di invecchiamento, ma sta puntando anche allo sviluppo di nuovi trattamenti per molti dei disturbi legati ad esso.

Nella ricerca di base condotta su colture di cellule umane e dei topi, la Dott.ssa Krizhanovsky e il suo team stanno valutando se, ad esempio, le cellule senescenti siano o meno legate all’insorgenza di malattie legate all’età e trovare un modo per far sì che una volta invecchiate queste cellule possano essere eliminate dal sistema immunitario.

I ricercatori israeliani hanno ipotizzato che la risposta alla seconda domanda potrebbe trovarsi in una famiglia di proteine ​​cellulari che regolano un tipo di suicidio cellulare noto come apoptosi. Hanno identificato due proteine ​​in questa famiglia che impediscono l’apoptosi e che vengono sovrapprodotte nelle cellule senescenti.

Queste le parole della Dott.ssa Krizhanovsky:

In piccole quantità, queste cellule possono prevenire i tumori, aiutare il coagulo delle ferite e avviare un processo di guarigione. Ma se si accumulano, esse innescano un’infiammazione e persino il cancro.

Alcune comuni malattie legate all’età hanno dimostrato di essere associate a questo accumulo di cellule senescenti, per esempio, la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), e la Dott.ssa Krizhanovsky spera di applicare questi risultati alla ricerca di cure per queste malattie.

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