VitalMiner: software prevede l’instabilità emodinamica nei pazienti in terapia intensiva

VitalMiner: software prevede l'instabilità emodinamica nei pazienti in terapia intensiva

Ricercatori dell’Università Ben-Gurion di Negev, del Centro Medico dell’Ospedale pediatrico di Cincinnati e del Hadassah Medical Center di Gerusalemme hanno sviluppato un software per prevedere l’instabilità della pressione sanguigna nei pazienti in terapia intensiva.

Il software VitalMiner è in grado di monitorare i segni vitali in tempo reale e applica algoritmi per prevedere imminenti episodi di instabilità emodinamica, come shock emorragico, con un anticipo di diverse ore rispetto alla comparsa dei sintomi sui sistemi di monitoraggio attualmente disponibili.

L’instabilità emodinamica è caratterizzata dall’instabilità della pressione sanguigna, in particolare dall’ipotensione, e può portare a un flusso sanguigno arterioso inadeguato verso gli organi e a un’insufficienza degli organi. È considerato uno degli eventi più critici che richiedono un intervento efficace e tempestivo nell’unità di terapia intensiva.

Una volta che i pazienti diventano instabili, il trattamento è molto più difficile e i decessi e le malattie aumentano.

La nuova tecnologia, sviluppata dai ricercatori israeliani e di Cincinnati, permette la previsione anticipata di episodi di instabilità emodinamica nei pazienti ricoverati in terapia intensiva.

Il software, come riporta The Times of Israel, può collegarsi sia localmente che da remoto a sistemi di informazione clinica e monitor di segni vitali in una varietà di contesti, tra cui unità di terapia intensiva, pronto soccorso, veicoli per terapia intensiva e servizi di terapia intensiva domiciliare.

Prevedere in anticipo il peggioramento fisiologico dei pazienti mediante l’uso di questo software di monitoraggio ‘intelligente’ e di algoritmi di apprendimento automatico, salverà vite umane e consentirà una rianimazione più efficace dei pazienti gravemente malati e feriti.

L’innovativa tecnologia è stata sviluppata dal prof. Mark Last del Dipartimento di ingegneria dei sistemi informatici e software dell’Università Ben Gurion, dal prof. Raphael Udassin, del Dipartimento di chirurgia pediatrica dell’Hadassah University Hospital e dal prof. Victor Garcia, direttore e fondatore del Trauma Services dell’ospedale pediatrico di Cincinnati.

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