Università Bar-Ilan: nuovo studio sul trattamento del deficit di attenzione e iperattività

Università Bar-Ilan: nuovo studio sul trattamento del deficit di attenzione e iperattività

Il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) è una delle più comuni diagnosi psichiatriche tra bambini e adolescenti in tutto il mondo.

Lo standard di cura per l’ADHD include in genere un trattamento a lungo termine con stimolanti, come i farmaci a base di metilfenidato (MPH) (ad esempio il Ritalin).

ADHD e farmaci

Negli ultimi decenni è stata segnalata un’escalation mondiale delle prescrizioni di farmaci a base di metilfenidato per il trattamento dell’ADHD, in particolare tra i bambini e gli adolescenti.

Di conseguenza, gli effetti a lungo termine dell’esposizione al metilfenidato sono diventati un importante interesse per la salute pubblica, in particolare data l’alta prevalenza, la lunga durata e l’età precoce di insorgenza del trattamento con il metilfenidato.

Nel corso degli anni la ricerca ha dimostrato che l’assunzione di farmaci a base di metilfenidato, soprattutto durante o dopo l’inizio della pubertà, aumenta il rischio di depressione e ansia e quindi l’uso di antidepressivi.

Ma un nuovo studio che ha monitorato 6.830 bambini dalla prima infanzia all’adolescenza, ha dimostrato che un trattamento coerente con i farmaci a base di metilfenidato durante l’infanzia aumenta il rischio di uso di antidepressivi durante l’adolescenza.

Lo studio dei ricercatori israeliani

Lo studio, condotto da ricercatori dell’Università Bar-Ilan, con sede a Ramat Gan in Israele, insieme a medici e psichiatri di Clalit Health Services, la più grande organizzazione sanitaria del paese, e il Geha Mental Health Center, è il primo del genere ad esaminare il collegamento tra i bambini con diagnosi di disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e metilfenidato prescritto tra i sei e gli otto anni e le prescrizioni di antidepressivi.

I ricercatori israeliani hanno campionato tutti i bambini tra i sei e gli otto anni a cui sono stati prescritti per la prima volta farmaci a base di MPH. È stato riscontrato che i bambini con un’elevata tolleranza (superiore al 50%) presentavano il rischio maggiore che gli venissero prescritti antidepressivi tra i 12-18 anni.

Il dottor Nir Madjar, della Churgin School of Education dell’Università di Bar-Ilan, che ha guidato lo studio, spiega in un comunicato pubblicato dall’Università:

“Genitori, medici e insegnanti dovrebbero essere consapevoli che il consumo prolungato di farmaci a base di metilfenidato a partire da queste età può preannunciare il successivo uso di antidepressivi”.

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