Un nuovo studio rivela che alcuni dislessici possono migliorare la capacità di leggere bene

Un nuovo studio rivela che alcuni dislessici possono migliorare la capacità di leggere bene

La dislessia è un disturbo della lettura caratterizzato dalla difficoltà di “decodificare”, cioè di spostarsi tra la forma visiva e i suoni della lingua scritta.

Alcuni dislessici possono però migliorare la comprensione della lettura cucinando torte e giocando a giochi di strategia piuttosto che con tecniche più tradizionali come l’apprendimento dei suoni delle lettere e la consapevolezza fonologica.

A sostenerlo sono i ricercatori dell’Università di Tel Aviv, in collaborazione con i colleghi dell’Università della California-San Francisco.

Un sottogruppo di persone dislessiche – i cosiddetti dislessici resilienti – mostrano livelli elevati di comprensione della lettura, nonostante le loro difficoltà di decodifica.

Per scoprire cosa ha reso questi dislessici resilienti diversi, i ricercatori hanno analizzato i loro cervelli. Sono stati presi in considerazione 55 bambini di lingua inglese di età compresa tra 10 e 16 anni con un’ampia varietà di disabilità di lettura. A metà di questi bambini era stata precedentemente diagnosticata la dislessia.

I ricercatori hanno creato una semplice formula per calcolare la differenza tra abilità di lettura e abilità di decodifica.

I partecipanti si sono sottoposti ad una risonanza magnetica e confrontando le immagini dei cervelli con le loro capacità di lettura, gli scienziati hanno scoperto che la parte frontale sinistra del cervello nota come “DLPFC sinistra” era direttamente correlata a questa discrepanza.

DLPFC sta per “corteccia prefrontale dorsolaterale” ed è una sorta di controllore del traffico per le funzioni esecutive del cervello e i controlli cognitivi.

I dislessici resilienti avevano un DLPFC allargato con più materia grigia, che è il tessuto più scuro del cervello e del midollo spinale e consiste principalmente di corpi di cellule nervose e dendriti ramificati.

Dopo altre ricerche e analisi sui bambini, il risultato a cui sono arrivati i ricercatori israeliani – come spiega in un articolo Israel 21c – con i colleghi americani è che la densità dei neuroni nella “corteccia prefrontale dorsolaterale” è precedente alla capacità di lettura in età adulta.

Questo è un vantaggio perché consente ai medici di prevedere chi sarà un dislessico resiliente, indipendentemente dalla capacità di lettura iniziale del bambino. E permette agli psicologi di sviluppare esercizi per questi bambini che valorizzano la “memoria di lavoro” (la facoltà che permette di mantenere in memoria e, al tempo stesso manipolare, le informazioni) che può migliorare le loro capacità di comprendere i testi.

Ad un bambino che deve frequentare la prima elementare, potrebbe non essere sufficiente praticare l’alfabeto, per migliorare la comprensione della lettura secondo i ricercatori è meglio fargli cucinare una torta e giocare con l’alfabeto.

Il nuovo studio “dislessici resilienti” è stato pubblicato sulla rivista scientifica PLOS ONE.

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