Un batterio marino per trattare il cancro alla prostata

Un batterio marino per trattare il cancro alla prostata. Mentre il numero delle vittime di cancro alla prostata è in aumento e i trattamenti proposti come la radioterapia e la chirurgia provocano problemi di erezione e incontinenza, la collaborazione tra ricercatori israeliani e scienziati internazionali, ha portato alla scoperta di un batterio marino che potrebbe essere utile per trattare il cancro precoce.

Il trattamento, chiamato VTP (Vascular Targeted Photodynamic) è stato sviluppato dal Prof. Avigdor Scherz, da Yoram Salomon del Weizmann Institute e dalla società STEBABiotech, con l’aiuto di alcuni ricercatori europei.

La ricerca congiunta ha contribuito a sviluppare un farmaco (che si attiva con un laser) derivato da un batterio scoperto nei fondali marini.

Questa ipotesi permette al paziente di escludere l’intervento chirurgico ma soprattutto, il suo uso precoce riduce del 6% il numero di uomini sottoposti a rimozione della ghiandola.

I medici iniettano nel sangue del paziente, un farmaco fotosensibile derivato dai batteri marini, uccidendo così le cellule tumorali senza distruggere il tessuto sano.

Test clinici dello studio – concentrato su 413 pazienti in 47 ospedali in 10 paesi europei – hanno mostrato notevole efficienza al punto di offrire una remissione completa nel 49% dei pazienti. Un risultato quattro volte più veloce rispetto ai metodi tradizionali. Questo approccio, già sperimentato in Europa, ha mostrato effetti collaterali minimi.

Mark Emberton, urologo e responsabile dello studio per la sezione di Londra, ha dichiarato:

Questi risultati sono una buona notizia per gli uomini ai quali è stato diagnosticato precocemente il cancro, offrendo un trattamento che può uccidere la malattia senza danneggiare o distruggere la loro prostata. Si tratta di un vero e proprio balzo in avanti.

Un batterio che si attiva con la luce

Come riportato nello studio, la molecola fotosensibile utilizzata deriva da un batterio trovato nei sottofondi marini. Per sopravvivere in un ambiente con poca luce, esso deve convertire la luce necessaria per la sopravvivenza, in energia.

Il Weizmann Institute ha utilizzato questa funzionalità per sviluppare il WST11, una combinazione che rilascia radicali liberi per uccidere le cellule circostanti e attivare i batteri semplicemente con l’uso di una luce laser.

Tale trattamento ha mostrato effetti di incontinenza solo nei tre mesi seguenti, ma due anni più tardi non ve ne era più traccia.

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