Tiralatte: da Israele un nuovo dispositivo

Le neomamme che hanno appena partorito e che allattano sanno quanto sia difficile essere disponibili 24 ore su 24 per soddisfare le esigenze dei loro bambini. Una ricerca medica israeliana ha confermato l’importanza dell’allattamento al seno, in quanto riduce il rischio di cancro nei bambini ma molte donne utilizzano il classico tiralatte per conservare l’alimento in modo che possa essere sempre disponibile e per riprendere la routine lavorativa.

Il tiralatte diventa ancora più essenziale quando i neonati nascono prematuri e possono non avere la forza di succhiare correttamente. In queste situazioni, il latte materno nel biberon diventa una questione di salute.

Tuttavia, l’azione di tirarsi il latte non è semplice né confortevole: gli strumenti possono essere rumorosi, fastidiosi e spesso non riescono ad estrarre tutto il latte disponibile.

Masha e Senia Waldberg (marito e moglie) con l’ausilio di Ron Edelman, ingegnere, hanno ideato Anabella, un’azienda che sviluppa una nuova tecnologia per tirare il latte che mira a risolvere questi problemi, replicando artificialmente il movimento di suzione del bambino.

Siamo riusciti a creare il movimento reale della lingua, insieme ad altri muscoli della bocca. Questo rende il tiraggio del latte materno molto più efficace e vicino alla realtà.

L’idea è nata proprio dai problemi riscontrati dalla signora Waldberg una volta diventata mamma.

In una intervista con il The Times Of Israel racconta del numeroso tempo trascorso sui forum israeliani e internazionali dedicati alle neomamme, alla ricerca di un’alternativa.

Il prototipo è innovativo per una semplice ragione: cerca di imitare la presa, la forza e la suzione – fino alla simulazione del movimento della lingua del bambino.

Il team ha lanciato una campagna di crowdfunding su Indiegogo alla ricerca di finanziamenti.

Mentre l’ingegnere Edelman ha lavorato per sviluppare un prototipo, Masha Waldberg ha condotto i test personalmente.

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