Le tecnologie lattiero-casearie israeliane conquistano il mondo

I produttori di latte israeliani si trovano a dover affrontare una sfida importante: fornire i prodotti lattiero-caseari ad una popolazione in rapida crescita, con un tenore di vita che sta aumentando, in un paese composto per due terzi da deserto che non è propriamente il luogo ideale per allevare del bestiame. Gli addetti ai lavori si sono rapidamente concentrati sullo sviluppo di apparecchiature ad alta tecnologia per gestire al meglio la produzione, le misurazioni biometriche ed i sistemi di raffreddamento. In questo modo le mucche israeliane sono le mucche più produttive al mondo. La scienza oggi “regna” sulle mucche, ne controlla la salute, il rendimento, la genetica, la fertilità e la gestione degli allevamenti.

Negli allevamenti dei kibutzim e moshavim (fattorie collettive), le scuderie sono dotate di aria condizionata, l’atmosfera è soggetta a controlli specifici e tutti stanno attendendo le ultime novità nel campo della robotica che aumenteranno l’efficienza. In un mondo in cui la domanda di prodotti lattiero-caseari è in rapida crescita, la necessità di trovare nuovi metodi e tecnologie è in forte crescita.

Le piccole aziende non sono più redditizie come una volta, le grandi invece si stanno sempre più meccanizzando. Negli Stati Uniti ad esempio, la produzione di latte è aumentata del 50% rispetto al 1970, mentre il numero di vacche è diminuito. Paesi come Asia, Africa e Sud America, sono in via di sviluppo, vogliono modernizzare la loro produzione effettuata con metodi ormai obsoleti e sono sempre di più coloro che si rivolgono a Israele, ormai diventata famosa nel campo delle tecnologie lattiero-casearie.

L’India è il più grande produttore di late al mondo, ma tuta la produzione è frutto del lavoro di agricoltori che dispongono di poche risorse. La produzione delle mucche è molto bassa e le autorità sono frustrate di non riuscire ad approfittare delle opportunità d’esportazione verso i mercati mondiali, in particolare in Occidente. Il Primo Ministro Maharashtra è recentemente andato in Israele per trovare una soluzione. In Vietnam, un consorzio di aziende israeliane raccolte intorno ad Afimilk sta costruendo un caseificio, il più grande progetto di questo tipo nel mondo, destinato a fornire al paese la metà dei bisogni caseari.

La nuvola di latte

Il mercato mondiale delle tecnologie casearie rappresenta circa 850.000.000 di dollari l’anno. Le esportazioni israeliane in questo settore sono state pari a 11 milioni di dollari nel 2014, ovvero il 7% in più rispetto all’ano precedente.

La società di software Akol gestisce un database che memorizza i dati su salute, fertilità e produzione di tute le vacche israeliane. Questo database ha permesso di aumentare la produttività delle vacche e di raggiungere il record mondiale di 12,083 Kg nel 2014. Le vacche degli Stati Uniti ne producono in media non più di 10,097 Kg all’anno. Akol ha stretto un accordo di un partenariato con Microsoft per diffondere questa tecnologia.

La startup miRobot vuole sviluppare nuovi processi di produzione. Ha creato un prototipo di braccio robotico, leggero e economico che può pulire, stimolare la mammella della mucca e collegarla direttamente alla pompa del latte.

Le novità israeliane non sono passate inosservate. La società francese Allflex, che ha creato i sistemi di identificazione degli animali e cha stabilimenti in Usa, Brasile, Nuova Zelanda e Cina, ha acquistato nel dicembre 2014 le tecnologie di SCR per circa 250 milioni di dollari. Il colosso cinese Bright Food ha acquistato Tnouva, il gioiello delle aziende casearie israeliane per 1 miliardo di dollari.

RetweeTech