Technion e Università di New York cooperano nella lotta contro il cancro

Technion e Università di New York cooperano nella lotta contro il cancro. Il Technion di Haifa e la New York University Langone Medical Center hanno avviato un progetto di ricerca sul cancro, puntando sulla forma più pericolosa di tumore della pelle, il melanoma metastatico e il mesotelioma, un tumore raro che si sviluppa nel rivestimento protettivo dei polmoni e altri organi interni.

Con questa collaborazione congiunta, ricercatori statunitensi e israeliani testeranno la capacità di una nanotecnologia basata sui cosiddetti “nanoghosts” per riuscire a trovare trattamenti promettenti.

In studi precedenti, i ricercatori del Technion hanno preso una cellula staminale, ne hanno rimosso i contenuti inserendoli in un “veicolo” per fornire trattamenti direttamente nel cervello.

Gli esperimenti del team congiunto cercheranno di determinare la possibilità di incapsulare il trattamento al fine di renderlo somministrabile.

Queste le parole del Prof. Marcelle Machluf, Capo del Laboratory for Cancer Drug Delivery & Cell Based Technologies e co-inventore dei “nanoghost”:

I nostri studi dovrebbero fornire importanti informazioni sul valore generale dei “nanoghosts” come trasportatori di farmaci e creare la possibilità di nuovi approcci terapeutici contro i tumori cerebrali e le metastasi.

Nei pazienti affetti da tumore cerebrale, uno dei principali problemi è quello di somministrare il farmaco direttamente nel cervello. Questa nanotecnologia promette trattamenti pertinenti, più sicuri e semplici.

I “nanoghost” sono invisibili al sistema immunitario, il che significa che potrebbero potenzialmente essere fatti da cellule staminali donate. In futuro questo potrebbe consentire lo stoccaggio dei trattamenti senza timore di reazioni immunitarie.

Lotta contro i tumori rari

Il secondo progetto congiunto valuterà se un enzima chiamato eparanasi può essere utilizzato per diagnosticare e curare il mesotelioma, un tumore raro che si sviluppa nel mesotelio, il rivestimento protettivo dei polmoni e altri organi interni del corpo.

Il mesotelioma pleurico maligno (MPM), la forma più comune della malattia, spesso si verifica dopo l’esposizione ad amianto ed è resistente alla maggior parte delle terapie.

L’utilizzo dell’eparanasi è stato identificato come un possibile trattamento già nel 2004 da un team guidato dal Prof. Israel Vlodavsky, uno dei co-ricercatori del progetto presso il Rappaport Faculty of Medicine del Technion.

Precedenti studi hanno rivelato che i pazienti con alti livelli di questo enzima nei loro tumori hanno un basso tasso di sopravvivenza dopo l’intervento chirurgico. L’obiettivo è dunque quello di inibire questo enzima, perché generalmente le cellule tumorali utilizzano l’enzima per abbattere le barriere di tessuto intorno ad un tumore in crescita per fornire nuovi percorsi di diffusione per il cancro.

Questo sforzo congiunto offre l’opportunità di fare passi in avanti importanti per la lotta contro il cancro e tradurre questa conoscenza in trattamenti terapeutici.

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