Sviluppato nanofarmaco contro leishmaniosi e malattie causate da mosche della sabbia

Sviluppato nanofarmaco contro leishmaniosi e malattie causate da mosche della sabbia

Oltre 90 specie di mosche della sabbia (sand flies) trasmettono il protozoo Leishmania, appartenente alla stessa famiglia dei tripanosomi, che causa la leishmaniosi una malattia diffusa in 88 paesi.

La leishmaniosi cutanea provoca lesioni sulla cute, talvolta anche cicatrici e disabilità permanenti. La forma più grave è la leishmaniosi mucocutanea, che distrugge le mucose del naso, della bocca e della gola. Una terza variante è la leishmaniosi viscerale, che può diventare fatale se non viene trattata.

Per prevenire e curare la leishmaniosi e altre malattie, come la malattia del sonno o la malattia di Chagas, che vengono causate dai tripanosomi, è stato creato in Israele un nanofarmaco, al momento sperimentato solo sui topi.

Il composto, sviluppato dalla professoressa Shulamit Michaeli dell’Istituto di Nanotecnologia e Materiali Avanzati (BINA) dell’Università Bar-Ilan, in collaborazione con il Prof. Jean-Paul Lellouche, preside del Dipartimento di chimica della Bar-Ilan, uccide i due tipi di Leishmaniosi, quella cutanea e quella viscerale.

Si tratta della combinazione di un polimero e di un componente farmaceutico legati insieme da nanoparticelle di ossido di ferro appositamente fabbricati.

La prof.ssa Michaeli, come riporta Israel21c, afferma:

“La Leishmania si diffonde nei globuli bianchi chiamati macrofagi. Il nanofarmaco elimina quasi il 95% dei parassiti dai macrofagi senza danneggiare i globuli. È importante sottolineare che non sono stati osservati segni di tossicità nei topi in cui il composto è stato iniettato. Non c’è stato alcun cambiamento nel sangue o negli enzimi del fegato. Il nostro composto non è costoso e la sua preparazione è piuttosto semplice”.

I due ricercatori hanno notato che il farmaco funziona anche per la prevenzione. Se iniettato come misura preventiva, è in grado di evitare l’80% della lesione che viene causata dal parassita della leishmaniosi.

Le persone che abitano nelle zone in cui c’è un alto rischio di contrarre la leishmaniosi o le altre malattie che il morso di una mosca della sabbia può trasmettere, è bene che abbiano questo nanofarmaco a portata di mano in modo da iniettarlo nel caso in cui siano punti dall’insetto, in questo modo evitano che la leishmaniosi possa svilupparsi.

Il prossimo passo dei due ricercatori israeliani è di testare il composto sugli esseri umani.

RetweeTech