Startup sta testando un dispositivo per smartphone che individua le infezioni

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Tramite lo smartphone, direttamente a casa, è possibile diagnosticare le infezioni, ricevere risultati di laboratorio in pochi minuti e condividerli all’istante con il proprio medico.

Tutto questo è possibile farlo tramite una tecnologia sviluppata dalla startup Diagnoz.me di Gerusalemme, fondata nel novembre 2017 dal biologo Ariel Livne insieme a Tamir Epstein.

Livne in una intervista rilasciata a Israel21c, spiega:

“La nostra innovazione permette allo smartphone di vedere i batteri. Una volta che vedi i batteri puoi eseguire la diagnostica medica. La nostra tecnologia trasforma un dispositivo monouso a basso costo, insieme a uno smartphone normale, in un microscopio diagnostico medico di fascia alta”.

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Il software di analisi delle immagini, che è ancora in fase di collaudo, è in grado di rilevare i batteri con la stessa precisione di un microscopio da laboratorio di fascia alta.

Come funziona Diagnoz.me

Il componente aggiuntivo per l’ottica consiste in un dispositivo chip monouso venduto in farmacia.

Il liquido biologico, sia che si tratti di urina, saliva o di una goccia, viene posizionato sul chip. La fotocamera scatta e analizza le immagini e invia automaticamente i risultati al medico.

Secondo il biologo Livne la maggior parte degli sviluppatori di diagnostica domestica utilizza la PCR, una tecnologia che identifica il DNA di specifici batteri.

Diagnoz.me utilizza invece una tecnologia diversa, la microscopia a fluorescenza, che esiste da oltre 100 anni, ma è stato solo nel 2017 che gli smartphone avevano le specifiche di alto livello per rendere possibile Diagnoz.me.

I fondatori del dispositivo israeliano hanno vinto un premio in denaro al summit dHealth 2018 che si tenuto a Rishon LeZion.

Livne e Epstein stanno testando il dispositivo con il supporto di un comitato di consulenza medica e secondo le loro previsioni ci vorranno circa due o tre anni affinchè il prodotto raggiunga il mercato.

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