Silicon Wadi: origini e successo dell’ecosistema israeliano

Silicon Wadi: Origini e successo dell’ecosistema israeliano. Per approfondire le origini della Silicon Wadi, dobbiamo andare indietro nel tempo fino a circa 55 anni fa. All’inizio degli anni ’60, le prime aziende tecnologiche israeliane cominciarono ad avere successo. Aziende come ECI Telecom (1961), Tadiran (1962), Elron Electronic Industries (1962). Insieme a loro si unì il fatto che Motorola, nel 1964, decise di istituire uno dei primi centri di Ricerca e Sviluppo nella zona.

Dopo un breve periodo di stallo, che ha coinvolto circa una decade, si arrivò agli anni ’80 quando numerose aziende iniziarono a specializzarsi nell’high-tech emergendo con successo, tra cui: CimatronMagic Software e NICE Systems.

Gran parte del successo è legato al capitale umano (grazie agli sforzi del governo per la sua formazione e grazie anche alla forma mentis che deriva dal servizio di leva).

Negli anni ‘90, dopo una massiccia ondata migratoria soprattutto russa, al capitale umano locale si aggiunse quello qualificato dell’URSS.

Tuttavia, la Silicon Wadi di oggi sarebbe inconcepibile senza la figura di Yigal Erlich, fondatore di Yozma e padrino dell’industria high-tech in Israele.

All’inizio del 1990, Erlich identificò un fallimento del mercato e un enorme bisogno per Israele di istituire per la prima volta un’industria locale di venture capital, che al tempo non esisteva, per finanziare la crescita esponenziale delle imprese ad alta tecnologia provenienti da Israele.

Alla fine del 1992, Erlich convinse il governo israeliano a destinare 100 milioni di dollari per la sua visione del capitale di rischio. Successivamente, Erlich insieme agli altri membri del core team di Yozma, istituì dieci fondi di venture capital. Questi dieci fondi, tra cui Gemini, JPV, Nitzanim (Concord), Polaris, STAR e Walden Israel, sono ad oggi la spina dorsale del mercato dei capitali israeliano.

Yigal Erlich è anche il fondatore della Israel Venture Association. Tra il 1984 e il 1992, servì come Chief Scientist presso l’Israel’s Ministry of Industry and Trade, dirigendo un budget annuale di circa 200 milioni di dollari, contribuendo alla crescita di progetti di ricerca e sviluppo e creando consorzi di imprese con istituti di ricerca e università di tutto il mondo.

Il resto è storia. Oggi Israele, conosciuta come la Startup Nation, a soli 60 anni e con una popolazione di 7,1 milioni di abitanti, è emersa come un modello di imprenditorialità che numerosi paesi stanno cercando di replicare.

Israele può vantare la massima concentrazione a livello mondiale di innovazione e imprenditorialità, con un numero di startup, avanguardie della sperimentazione, superiore a quello di Cina, Gran Bretagna, Canada, Giappone e India, e con la più alta presenza di aziende nel NASDAQ, dopo gli Stati Uniti, come ampiamente spiegato nel libro di Dan Senor e Saul Singer chiamato Startup Nation (in italiano, Laboratorio Israele, Storia del miracolo economico israeliano).

Questo background di successo ha attirato alcune delle più grandi aziende tecnologiche mondiali come Google, Microsoft, Intel, Siemens, HP e Huawei, le quali hanno contribuito alla trasformazione di Israele in uno dei settori in cui le startup generano maggior valore.

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