Ricercatori scoprono nuovo farmaco che rallenta il tumore cerebrale

Ricercatori scoprono nuovo farmaco che rallenta il tumore cerebrale

I neuroscienziati dello Sheba Medical Center di Tel Hashomer hanno scoperto un nuovo farmaco che dicono sia “in grado di curare i pazienti malati terminali” affetti da glioblastoma, un cancro cerebrale aggressivo.

Negli ultimi anni, la ricerca ha scoperto che la trombina, un fattore di coagulazione che viene secreto dalle cellule tumorali e PAR1, un recettore attivato dalla proteasi, svolgono un ruolo nella patologia e nella progressione del glioblastoma.

Basandosi su questa struttura chimica, i neuroscienziati dello Sheba hanno creato un farmaco chiamato SIXAC, un nuovo composto a base di sei amminoacidi, che inibisce l’attivazione di PAR1.

Il glioblastoma – afferma in un comunicato l’Ospedale, situato a situato a Ramat Gan vicino Tel Aviv – è considerato il tumore cerebrale primario più comune e mortale. Nonostante la vasta ricerca sul campo, i risultati dei trattamenti attuali sono limitati e non c’è una cura per la malattia. È quindi necessario cercare soluzioni innovative”.

I neuroscienziati israeliani il professor Yoav Chapman e la dottoressa Efrat Shavit-Stein, che hanno lavorato al trattamento presso il Joseph Sagol Neuroscience Center dello Sheba Medical Center, hanno pubblicato la loro scoperta sul numero del 17 dicembre della rivista Frontiers in Neurology.

A spiegare le prime fasi della sperimentazione del farmaco è il professor Yoav Chapman, come riporta il The Times of Israel:

“Il farmaco ha mostrato risultati eccezionali sugli animali affetti da tumore e speriamo di poterlo usare presto in soggetti umani che hanno questa terribile malattia”.

Nella prima fase di test, è stato esaminato l’effetto del farmaco sulle colture di cellule tumorali ed è stato riscontrato che riduce il loro tasso di crescita, la loro capacità di creare colonie e la loro capacità di creare estensioni che penetrano nel tessuto cerebrale.

Quando il farmaco è stato somministrato per iniezione diretta nel tumore cerebrale, l’effetto prodotto è stato di prolungare la vita e ridurre il volume del tumore.

Questi risultati rafforzano l’importante ruolo della trombina/PAR1 nella progressione del glioblastoma e suggeriscono la SIXAC come nuovo strumento terapeutico per questa malattia mortale“, hanno scritto i ricercatori nel loro articolo.

Speriamo che in futuro – hanno affermato – il trattamento con SIXAC possa essere una terapia aggiuntiva alla radiochemioterapia accettata e migliorare la sopravvivenza dei pazienti affetti da glioblastoma, così come la loro qualità di vita riducendo l’edema associato al cancro”.

Il team israeliano sta ora continuando a sviluppare il farmaco e la sua somministrazione, con l’obiettivo di trattare gli esseri umani il prima possibile.

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