Ricercatori scoprono l’indicatore che accelera la crescita del tumore

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I ricercatori dell’Università di Tel Aviv hanno recentemente scoperto che livelli elevati di una proteina chiamata ubiquilina-4, che partecipa alla difesa del genoma dai danni al DNA, sono in realtà dannosi.

I ricercatori israeliani evidenziano che il nostro DNA è sotto costante attacco da molte fonti, come sostanze chimiche e radiazioni, che possono causare instabilità genetica e portare a disturbi genetici, malattie croniche e predisposizione al cancro. Il nostro corpo cerca di combattere i disturbi che il DNA subisce, ma sembra che questa risposta difensiva a volte può causare più danni che benefici.

Come riporta il The Times of Israel, gli scienziati israeliani hanno scoperto che quando la quantità di ubiquilina-4 aumenta nelle cellule tumorali, le cellule diventano più inclini all’instabilità del genoma, accelerando la crescita del tumore e rendendolo resistente ad alcuni trattamenti antitumorali.

La scoperta suggerisce che livelli elevati di ubiquilina-4 possono essere considerati come un biomarcatore, o indicatore, di instabilità del genoma.

Il responsabile del team di ricerca, il prof. Yossi Shiloh ha spiegato:

“Questo nuovo biomarcatore fornisce nuove informazioni critiche sullo stadio e tipo di tumore, così come sulle possibilità del paziente di rispondere al trattamento. I tumori con alti livelli di ubiquilina-4 possono essere più resistenti alle radiazioni e ad alcune chemioterapie rispetto a quelli con livelli normali di questa proteina. La buona notizia è che possono anche rispondere meglio ad altri tipi di terapia antitumorale. Queste sono informazioni vitali per i medici e i pazienti”.

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Alla ricerca, pubblicata recentemente su Cell, hanno collaborato il prof. Christian Reinhardt dell’Ospedale Universitario e dell’Università di Colonia e il dottor Dave Hoon del John Wayne Cancer Institute di Santa Monica, California.

Il prof. Shiloh ha infine affermato:

“Ci sono tante proteine coinvolte nella risposta del corpo ai danni al DNA, e dietro ogni proteina c’è un gene diverso. Ci sono infiniti modi in cui un gene può mutare. Varie combinazioni di queste mutazioni possono portare a malattie croniche e a una predisposizione al cancro, all’invecchiamento precoce e ad altre condizioni. Speriamo che le nostre scoperte forniscano un nuovo strumento per la classificazione dei tumori, la prognosi e la progettazione del trattamento”.

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