Ricercatori scoprono che gli stati emotivi positivi riducono la crescita del cancro

Ricercatori scoprono che gli stati emotivi positivi riducono la crescita del cancro

Le emozioni positive possono aiutare a limitare la crescita del cancro. La scoperta arriva dai ricercatori del Technion di Haifa che si sono focalizzati sul ruolo del sistema di ricompensa del cervello nella lotta contro i tumori.

Lo studio, condotto sui topi, è stato pubblicato sulla rivista scientifica Nature Communications.

Studi precedenti, come evidenziano i ricercatori israeliani, avevano trovato una connessione tra lo stato emotivo e la capacità del corpo di combattere il cancro, adesso invece l’attenzione è rivolta principalmente alle emozioni negative e non “sull’impatto che gli aspetti mentali positivi possono avere sulla biologia del cancro”.

Uno dei regolatori dell’attività del sistema immunitario nel corpo è costituito dalle cellule soppressorie di derivazione mieloide (MDSC).

Queste cellule sopprimono la risposta immunitaria a certe minacce, una funzione fondamentale per impedire al corpo di reagire in modo eccessivo.

Si ritiene inoltre che l’attività delle cellule soppressorie di derivazione mieloide sopprima la capacità del corpo di combattere i tumori.

Nel nuovo studio, i ricercatori hanno stimolato artificialmente il sistema di ricompensa nel cervello di topi portatori di tumore, aumentando i loro livelli di dopamina – un neurotrasmettitore che aiuta a regolare i sentimenti piacevoli.

Hanno quindi identificato una risposta da parte del sistema immunitario dei topi, con una riduzione dell’attività da parte delle cellule soppressorie di derivazione mieloide (MDSC).

Dopo 14 giorni di trattamento continuo, i ricercatori dell’Israel Institute of Technology hanno riscontrato una riduzione del 50% delle dimensioni dei tumori.

I ricercatori precisano che al momento si tratta solo di uno studio e l’osservazione del collegamento tra pensieri positivi e riduzione dei tumori è avvenuta al momento sui topi.

La professoressa associata Asya Rolls della Facoltà di Medicina dell’Istituto Rappaport, un istituto di ricerca indipendente per le scienze biomediche, che lavora all’interno del Technion, in un comunicato diffuso dall’Istituto tecnologico, spiega:

“Voglio sottolineare le nostre scoperte non dicono che sia applicabile a tutti i tipi di cancro e, soprattutto, la sperimentazione non è ancora applicabile sugli esseri umani. Nelle situazioni di vita reale, probabilmente funziona in modo diverso, perché sono coinvolti anche altri sistemi. Ad esempio, lo stress può contrastare questi effetti del sistema di ricompensa. Penso che sia fondamentale per le persone sapere che non è che si possa solo pensare positivamente e migliorare. Le persone sono molto diverse nelle loro reazioni e fino a quando non comprendiamo pienamente come funziona, fino ad oggi è solo una possibilità”.

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