Ricercatori israeliani scoprono che i linfociti distinguono tra cellule malate e sane

Ricercatori scoprono che linfociti riconoscono cellule malate

I ricercatori dell’Università Ben Gurion del Negev hanno riprodotto con successo in laboratorio l’interazione tra linfociti e cellule “malate” e hanno misurato il meccanismo con cui i linfociti distinguono tra cellule malate e cellule sane.

Lo studio innovativo, pubblicato sulla rivista Advanced Materials, è stato condotto dal team guidato dal dottor Mark Schvartzman del Dipartimento di Ingegneria dei Materiali della Ben Gurion e dal professor Angel Porgador del Dipartimento di Microbiologia, Immunologia e Genetica Shraga Segal, della Facoltà di Scienze della Salute della Ben-Gurion, insieme ai colleghi Netanel Bar-Hanin, Guillaume Le Saux, Uzi Hadad e Avishay Edri.

Il team ha creato in laboratorio la “pelle delle cellule malate” e ha osservato la reazione meccanica, oltre che chimica, dei linfociti nei confronti di queste cellule.

In pratica è stato sviluppato un metodo chimico unico per rivestire i nanofili con molecole di antigene, che sono dei marcatori specifici presenti sulla superficie delle cellule malate, rendendo così la pelle delle cellule artificiali chimicamente identica a quella delle cellule realmente malate.

Nel momento in cui hanno introdotto i linfociti nelle cellule artificiali, hanno scoperto che i linfociti hanno agganciato i nanofili e li hanno piegati verso il centro della cellula.

Ricercatori israeliani scoprono che i linfociti distinguono tra cellule malate e sane

I ricercatori hanno notato che al momento della flessione dei nanofili, le cellule hanno prodotto grandi quantità di materiale tossico che usano per uccidere le cellule virali e tumorali nel corpo umano.

Il dottor Mark Schvartzman, come si legge in un comunicato dell’Università, ha affermato:

“Sappiamo da tempo che i linfociti usano secrezioni chimiche per identificare e uccidere le cellule ‘nemiche’ all’interno del corpo, ma questa è stata la prima volta che siamo stati in grado di osservare il processo meccanico nello stesso momento in cui si è verificato. Osservare questo processo è sempre stato impossibile, soprattutto a causa della difficoltà di riprodurre le caratteristiche meccaniche delle cellule analizzate, la cui superficie è ricoperta da complesse forme nanometriche, in condizioni di laboratorio. Rilevare e misurare il livello di forza esercitata dal linfocita sulla cellula bersaglio è stato estremamente impegnativo”.

La scoperta del meccanismo attraverso il quale i linfociti riconoscono le cellule malate è un passo importante per la ricerca sull’immunoterapia, che negli ultimi anni è stata al centro della ricerca sul trattamento del cancro. La visione di oggi è quella di espandere l’immunoterapia, che potrebbe essere più efficace e sicura della chemioterapia, contro tutti i tipi di cancro, e renderla personalizzata.

Fino ad oggi, i progressi sono stati ostacolati dall’incapacità di comprendere il meccanismo con cui i linfociti riconoscono le cellule malate, come i tumori.

Il dott. Schvartzman ha infine evidenziato:

“La scoperta di questo meccanismo è un passo importante e servirà da trampolino di lancio per ulteriori ricerche che amplieranno le nostre conoscenze di base necessarie per lo sviluppo di future immunoterapie”.

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