Ricercatori identificano per la prima volta negli esseri umani i neuroni che riconoscono i volti

Bar Ilan Israele siliconwadi

Un team di ricercatori dell’Università Bar Ilan hanno identificato per la prima volta i neuroni nella corteccia visiva umana che rispondono in modo mirato ai volti.

I ricercatori hanno dimostrato che i neuroni della corteccia visiva (nelle vicinanze della Fusiform Face Area) rispondono molto più velocemente ai volti che ai paesaggi delle città o agli oggetti.

L’area fusiforme facciale (FFA dal termine inglese fusiform face area) è una zona del sistema visivo umano specializzata per il riconoscimento dei volti.

Da parte dei partecipanti all’esperimento la risposta è stata elevata di fronte sia ai volti di personaggi famosi, sia ai volti di sconosciuti.

Lo studio è stato condotto dal Dr. Vadim Axelrod del Centro Multidisciplinare di Ricerca sul Cervello Gonda (Goldschmied) dell’Università di Bar-Ilan, in collaborazione con un team dell’Institut du Cerveau et de la Moelle Épinière e del Pitié-Salpêtrière Hospital.

Il dottor Axelrod, come riporta un comunicato dell’Università Bar Ilan, afferma:

“All’inizio degli anni settanta il prof. Charles Gross con alcuni colleghi nella corteccia visiva delle scimmie macaco scoprirono i neuroni che rispondevano ai volti. Negli esseri umani, l’attività selettiva del volto è stata ampiamente indagata, utilizzando principalmente strumenti non invasivi come la risonanza magnetica funzionale (fMRI) e l’elettrofisiologia (EEG). I neuroni facciali nella corteccia visiva temporale posteriore non sono mai stati identificati prima d’ora negli esseri umani. Nel nostro studio, abbiamo avuto l’opportunità di registrare l’attività neurale in un singolo paziente mentre microelettrodi sono stati impiantati in prossimità della Fusiform Face Area, la più grande e probabilmente la più importante regione volto-selettiva del cervello umano”.

I neuroni della corteccia visiva che i ricercatori indicano nello studio sono molto diversi dai neuroni più conosciuti che sono quelli del lobo temporale mediale, noti anche come “cellule Jennifer Aniston”.

Il dottor Axelrod spiega la differenza:

“In primo luogo, i neuroni della corteccia visiva rispondono in modo deciso a qualsiasi tipo di volto, indipendentemente dall’identità della persona. In secondo luogo, rispondono molto prima. In particolare, mentre nel nostro caso si poteva osservare una risposta forte entro 150 millisecondi dalla visualizzazione dell’immagine, le “cellule Jennifer Aniston” di solito impiegano 300 millisecondi o più per rispondere”.

I risultati attuali forniscono informazioni uniche sul funzionamento del cervello umano a livello cellulare durante l’elaborazione del viso. Questi risultati aiutano anche a collegare la comprensione dei meccanismi del volto tra le specie (ad esempio, scimmie ed esseri umani).

È davvero emozionante – ha concluso il dottor Axelrod – che dopo quasi mezzo secolo dalla scoperta dei neuroni facciali nelle scimmie macaco, è ora possibile dimostrare neuroni simili negli esseri umani”.

La ricerca è stata pubblicata sul numero del 22 gennaio di Neurology, la rivista medica dell’American Academy of Neurology.

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