Ricercatori del Technion sviluppano una nuova strategia per eliminare il cancro

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I ricercatori del Technion di Haifa, in collaborazione con scienziati giapponesi e americani, hanno sviluppato una strategia innovativa per l’eliminazione delle cellule tumorali.

La ricerca, pubblicata su Nature Chemistry, è stata condotta dal Prof. Ashraf Brik della Facoltà di chimica Schulich presso il Technion, dal Prof. Hiro Suga dell’Università di Tokyo, Premio Nobel per la chimica, e dal Prof. Aaron Ciechanover della Facoltà di Medicina Rappaport del Technion e dal Prof. David Fushman del Dipartimento di Chimica e Biochimica dell’Università del Maryland.

La scoperta dei ricercatori

Il team di scienziati ha scoperto in che modo le proteine ​​uniche, che vengono chiamate “proteine ​​ubiquitine“, identificano le proteine ​​difettose con un “segno mortale” che porta alla rottura della proteasi, nota anche come “bidone della spazzatura cellulare”.

Il corretto funzionamento del sistema ubiquitinico è essenziale per il buon funzionamento dell’organismo, non solo nel contesto della scomposizione delle proteine ​​utilizzate, ma anche in molte altre funzioni.

Le interruzioni di questo sistema causano gravi malattie, tra cui vari tipi di cancro, sclerosi laterale amiotrofica (morbo di Lou Gehrig), fibrosi cistica, morbo di Parkinson e altri disturbi neurodegenerativi.

La scoperta dell’ubiquitina ha spianato la strada a un nuovo campo di ricerca, e molti gruppi di ricerca in tutto il mondo hanno lavorato al sistema ubiquitin e lo hanno sfruttato per lo sviluppo di trattamenti medici innovativi.

Cancro e farmaci

Ad oggi, quattro di questi farmaci sono stati approvati per il trattamento del cancro in generale e del mieloma multiplo in particolare.

Questi farmaci hanno già salvato la vita a molte persone in tutto il mondo, ma secondo il prof. Brik, “i progressi nello studio del sistema ubiquitinico e lo sviluppo di farmaci basati sulla sua comprensione sono molto lenti rispetto al suo potenziale”.

Il primo stadio nella normale attività naturale del sistema ubiquitinico è la creazione di catene di ubiquitina (catene di poliUB) che successivamente etichettano le proteine ​​da scomporre.

Il problema è che quando il cancro si sviluppa nel corpo, le cellule tumorali sanno come effettuare la manipolazione nel sistema dell’ubiquitina e sfruttarla per sopravvivere e proliferare.

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L’innovativa strategia del team di ricercatori

La strategia sviluppata dal gruppo diretto dal Prof. Brik è stata progettata per neutralizzare la capacità del tumore di eseguire la stessa manipolazione.

Questa strategia si basa su una combinazione senza precedenti dell’abilità del Prof. Brik nel produrre catene di ubiquitina utilizzando metodi chimici avanzati e il metodo del Prof. Suga di creare grandi quantità di molecole chiamate peptidi ciclici.

Come parte della collaborazione, i ricercatori hanno scoperto come questi peptidi ciclici si legano alle catene dell’ubiquitina e quindi inibiscono la rottura delle proteine ​​che aiutano il cancro a crescere e prosperare. Ritengono che la strategia che hanno sviluppato aprirà la strada a nuovi tipi di trattamento antitumorale basati su peptidi ciclici.

Credit foto Technion – Israel Institute of Technology

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