Ricercatori creano il primo impianto di tessuti da cellule umane

Ricercatori creano il primo impianto di tessuti da cellule umane

I ricercatori dell’Università di Tel Aviv hanno sviluppato il primo impianto di tessuti completamente personalizzato, costituito da materiali e cellule di un paziente.

Questa scoperta apre la strada alla progettazione di una varietà di impianti a partire da una sola piccola biopsia del tessuto adiposo e fa “teoricamente sparire” il rischio di una risposta immunitaria a un impianto d’organo.

I ricercatori hanno preso il tessuto adiposo dallo stomaco dei pazienti e hanno separato le cellule da altro materiale acellulare. I ricercatori hanno poi manipolato le cellule per trasformarle in cellule staminali pluripotenti – cellule che possono svilupparsi in qualsiasi tipo di cellule, dai neuroni alle cellule cardiache alle cellule del midollo spinale.

Il materiale acellulare è stato trasformato in un idrogel personalizzato, un biomateriale che supporta le cellule e permette loro di formare un tessuto funzionante. Combinando l’idrogel con le cellule staminali di nuova creazione, gli scienziati hanno creato impianti tissutali personalizzati di vario tipo (midollo spinale, dopaminergico, cardiaco e tessuto adiposo). I materiali sono stati poi impiantati negli animali, mostrando una risposta immunitaria minima.

Il Prof. Tal Dvir del Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Tel Aviv, a The Times of Israel, ha spiegato che sia per gli animali che per il sangue umano, non si è verificata alcuna risposta immunitaria ai materiali personalizzati, “facendo praticamente sparire il rischio di una risposta immunitaria a un impianto d’organo”.

Attualmente per creare il tessuto per l’impianto vengono utilizzati materiali sintetici o materiali animali in modo da supportare le cellule staminali. Questi impianti possono però provocare una risposta immunitaria che porta al rigetto del tessuto impiantato.

Questo significa che i pazienti che ricevono tessuti ingegnerizzati o qualsiasi altro impianto a base di biomateriali – sintetici o provenienti da animali – sono trattati con immunosoppressori, molecole che inibiscono la risposta immunitaria, che mettono in pericolo la salute del paziente.

Il Prof. Tal Dvir, che ha condotto la ricerca, precisa:

“Nel nostro caso, ci affidiamo alle cellule dei pazienti e ai loro stessi materiali, senza attivare alcuna risposta negativa dal sistema immunitario. Creiamo cellule specifiche per il paziente e idrogel personalizzati, e abbiamo dimostrato che non c’è stata alcuna risposta immunitaria dopo l’impianto. Poiché le cellule e il materiale utilizzati derivano dal paziente, l’impianto non provoca una risposta immunitaria, garantendo una corretta rigenerazione dell’organo danneggiato. Potremmo creare e impiantare cellule che possono aiutare a rigenerare le cellule del midollo spinale o quelle di un infarto o di un trauma cerebrale. Per combattere il Parkinson, i pazienti potrebbero essere impiantati con neuroni che secernono dopamina”.

RetweeTech