Ricerca medica Israele: la cannabis può trattare l’autismo nei bambini

Ricerca medica Israele: la cannabis può trattare l’autismo nei bambini. Uno studio israeliano attualmente in corso sta valutando l’ipotesi che la cannabis medica possa essere usata per trattare i sintomi di autismo nei bambini e negli adulti.

Il disordine è spesso diagnosticato quando il bambino ha circa due anni, quando dimostrano le abilità sociali e le abilità comunicative compromesse con comportamenti compulsivi. Nel frattempo, i costi delle cure mediche, dell’educazione speciale e della produttività parentale viene persa e tutto ciò pesa sulle famiglie; I costi totali annuali negli Stati Uniti per i bambini con Autismo sono stimati tra circa 11,5 e i 60,9 miliardi di dollari.

Il dottor Adi Aran, un neurologo israeliano, potrebbe essere in grado di offrire alle famiglie qualche sollievo.

Il Dott. Aran è il direttore dell’unità neuropediatrica dello Shaare Zedek e la sua ultima ricerca riguarda il trattamento dei sintomi dell’autismo usando la marijuana medica. “Finora,” sottolinea Aran a NoCamels, “la nostra impressione è che sta funzionando”.

Attualmente negli Usa ci sono solo due farmaci antipsicotici approvati dalla Food and Drug Administration (FDA) per curare i sintomi dell’autismo. Tuttavia, come molti farmaci, non funzionano per tutti i pazienti e possono avere effetti collaterali gravi come l’aumento di peso e la produzione alterata di ormoni.

Il Dott. Aran ha istituito il primo studio clinico che esamini se la cannabis possa trattare i bambini con Autismo.

Lo studio clinico ha avuto inizio nel gennaio 2017 a Gerusalemme presso il Centro Medico Shaare Zedek. Ci sono 120 partecipanti, compresi bambini e giovani adulti, diagnosticati con vari gradi di Autismo che vanno da lievi a gravi. Il Dott. Aran spera di avere risultati finali entro dicembre 2017.

Secondo il Dott. Aran, esistono teorie che avallano l’uso di cannabis medica per trattare l’autismo, tuttavia non si può procedere alla cieca senza sapere gli effetti sul corpo del bambino anche se viene considerato per lo più sicuro perché già testato con l’epilessia.

È fondamentale sottolineare che i partecipanti ricevono il cannabidiol (CBD), un composto non psicoattivo, al contrario del tatyrdrocannabinolo più comunemente conosciuto (THC) che simula lo stesso effetto aiutando i bambini a cooperare di più e a ridurre i problemi comportamentali.

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