Privacy online: startup sviluppano tecnologia che protegge i dati degli utenti

Privacy online: startup sviluppano tecnologia che protegge i dati degli utenti

Gli utenti della rete sono sempre più preoccupati di proteggere la loro privacy sui social media. Inoltre, il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) dell’Unione Europea, recentemente entrato in vigore, ha come obiettivo di contrastare le future violazioni della privacy.

In Israele un numero sempre crescente di startup ha sviluppato dei sistemi che consentono di mantenere sicuri i nostri dati sui social. La Startup Nation, come viene chiamato lo Stato d’Israele, è una dei leader nel prevenire gli attacchi hacker a danno dei nostri account e nel tenere a bada i bulli dai social media.

Nel 2017 uno studio di Haaretz ha identificato 57 startup israeliane impegnate a proteggere le informazioni private degli utenti online, anche tramite i social media. Il quotidiano Israel21c ne elenca nove. Ecco quali sono:

1. MyPermissions consente agli utenti di monitorare e controllare l’accesso alle loro informazioni personali su dispositivi mobili e online. MyPermissions protegge gli utenti dal condividere inconsapevolmente foto, documenti, posizioni, contatti, e-mail o altre informazioni sensibili e consente loro di approvare o revocare le app che accedono ai propri dati e in che modo.

2. Cyabra utilizza l’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico per rilevare fake news e falsi utenti. Centinaia di parametri vengono analizzati dagli algoritmi di Cyabra, ciascuna informazione viene valutata individualmente e inserita in un report dettagliato. I suoi clienti sono aziende di sicurezza, di comunicazione, pubbliche relazioni e marketing.

3. BigID aiuta le aziende a proteggere i dati dei clienti e dei dipendenti. Il software BigID utilizza il machine learning per automatizzare il processo attraverso il quale le aziende possono trovare i dati sensibili memorizzati sui loro server e database, riducendo così il rischio di violazioni e garantendo che siano conformi alle normative sulla protezione dei dati.

4. D-ID ha costruito un “firewall” per bloccare il riconoscimento facciale. Il software D-ID altera leggermente le immagini memorizzate, quanto basta per sfuggire al rilevamento mediante algoritmi di riconoscimento facciale, in questo modo gli hacker non possono accedere ai nostri dati e rubare la nostra immagine.

5. LogDog controlla gli account online e analizza continuamente vari indicatori di accesso non autorizzato. Controlla più account e dispositivi per ciascuno degli utenti protetti. Quando viene rilevato un attacco, LogDog invia avvisi di intrusione e consente agli utenti di riprendere il controllo dei propri account.

6. Sentry è un sistema di monitoraggio mobile per i genitori che possono accedere ai dispositivi dei loro figli, senza doverli spiare. La combinazione di analisi intelligente, apprendimento automatico e tracciamento silenzioso, fornisce lo strumento migliore per proteggere digitalmente i bambini. È in grado di visualizzare tutte le foto sul dispositivo, tenere traccia delle app aperte, monitorare la cronologia delle chiamate e informare i genitori su dove viene utilizzato il telefono dai loro figli in base alla geolocalizzazione.

7. Bosco protegge i bambini senza compromettere la loro privacy. L’app di Bosco monitora l’uso che i ragazzi fanno dei social e li protegge da eventuali minacce che potrebbero presentarsi online. Invia un avviso ai genitori se l’umore del figlio cambia improvvisamente in peggio quando quest’ultimo è online, di solito è sintomo di cyberbullismo.

8. Keepers controlla i social media sul telefono dei figli. Il suo algoritmo di programmazione neuro-linguistica cerca parole preoccupanti e segnala ai genitori potenziali pericoli o se rileva un messaggio sospetto. Inoltre monitora la posizione di un bambino e avvisa i genitori quando la batteria del telefono del figlio scende al di sotto del 10 percento.

9. Cyberfish ha creato uno strumento di rilevamento proattivo che si collega a Gmail e può rilevare se un link ricevuto nasconde una truffa che potrebbe compromettere i dati. Il sistema si integra con l’e-mail basata su cloud e funziona sia sul desktop che su dispositivo mobile.

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