Presentato in Israele il drone Zeno sviluppato dall’Università di Firenze

Presentato in Israele il drone Zeno sviluppato dall'Università di Firenze

È stato presentato ad Haifa, in Israele, l’ultimo dei droni acquatici autonomi realizzati dal Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Firenze e da MDM Team, uno spin-off ufficiale dell’Ateneo fiorentino.

Zeno, questo il nome del drone, è stato sviluppato per l’archeologia subacquea e può lavorare fino a 100 metri di profondità. Il dispositivo ha un peso, un ingombro e un costo contenuti.

Benedetto Allotta e Alessandro Ridolfi hanno presentato l’innovativa tecnologia nell’ambito del “Workshop on Marine Technologies. From Marine Archeology to Internet of Underwater Things”, incontro realizzato dall’Ambasciata d’Italia in Israele.

L’evento ha visto la collaborazione della Camera di Commercio Italia-Israele, dell’Università di Haifa, della Israel Antiquities Authority e dei partner del progetto europeo di ricerca e innovazione ARCHEOSUb che riunisce Università di Firenze, MDM Team, Sapienza Università di Roma, Wsense.

Benedetto Allotta, come si legge sul sito dell’Università di Firenze, ha spiegato:

“Il drone è stato realizzato nell’ambito del progetto europeo ARCHEOSUb (cofinanziato dal programma Blue Labs dell’agenzia EASME), dedicato alle piccole e medie imprese e finalizzato allo sviluppo di soluzioni innovative per le sfide nell’ambito dell’economia del mare. Le caratteristiche innovative di Zeno, che è pronto per la commercializzazione, sono l’estrema manovrabilità e un rivoluzionario sistema di sostituzione del modulo batteria, che permette la rimozione di quello esausto e il montaggio di quello carico nel giro di un minuto. Ciò consente in pratica un utilizzo del drone senza limiti di durata delle batterie”.

Presentato in Israele il drone Zeno sviluppato dall'Università di Firenze

Zeno era già stato testato in Israele, durante una immersione che ha visto un’importante collaborazione tra Italia e Israele.

A fine settembre, infatti, nel porto romani di Cesarea, in Israele, sub italiani e israeliani hanno scandagliato il fondale, comunicando tra di loro e con gli operatori in superficie tramite una rete internet basata sull’utilizzo di onde acustiche.

Il gruppo, tra cui anche un sub israeliano del Dipartimento israeliano delle antichità, si è immerso ad una profondità di circa otto metri e tramite un tablet ha dialogato in tempo reale con altri membri. La comunicazione è avvenuta grazie al drone Zeno che utilizza le onde acustiche e ad una boa dotata di antenna wi-fi.

È la rivoluzione chiamata Internet of Underwater Things, l’“Internet sottomarina” che rende possibile la trasmissione di dati e immagini in mare.

La sperimentazione rientrava nel progetto europeo Archeosub (Autonomous underwater Robotic and sensing systems for Cultural Heritage discovery Conservation and in situ valorization), cofinanziato dall’Easme, l’Agenzia esecutiva per le piccole e medie imprese, e finalizzato allo sviluppo di prodotti e servizi per supportare la scoperta di nuovi siti archeologici subacquei e la tutela e valorizzazione di quelli esistenti.

 

RetweeTech