Nuovo studio individua come bloccare i virus che attaccano il sistema immunitario

Nuovo studio individua come bloccare i virus che attaccano il sistema immunitario

I virus sono spesso in grado di “alterare” il nostro sistema immunitario, che permette loro di passare inosservati e causare danni. Un nuovo studio dimostra che vi sono nuovi modi per combattere gli attacchi dei virus.

Molti virus contengono materiale genetico dell’acido ribonucleico (RNA) sotto forma di doppia elica. Il sistema immunitario può identificare questi frammenti di RNA a doppio filamento come un batterio virale che deve essere combattuto.

A volte i virus fanno uso di un meccanismo che ha lo scopo di prevenire la distruzione delle strutture benigne dell’RNA a doppio filamento prodotte da cellule umane.

Di solito, un enzima chiamato ADAR1 “modifica” le eliche benigne a doppio filamento in modo che il corpo sappia di non attaccarle. Tuttavia, i virus contenenti RNA possono indurre ADAR1 a modificare anche le loro eliche a doppio filamento, così il sistema immunitario smette di riconoscerle come una minaccia.

Questo è quanto ha cercato di esaminare e comprendere un recente studio condotto dalla statunitense Mayo Clinic e dall’Università di Haifa.

Nuovo studio individua come bloccare i virus che attaccano il sistema immunitario

I ricercatori hanno “silenziato” ADAR1 nelle cellule e le hanno confrontate con le cellule in cui il morbillo veniva modificato con RNA. Quando ADAR1 è stato rimesso in azione, il virus ad esempio del morbillo ha iniziato a crescere rapidamente.

La ricerca ha dimostrato che ADAR1 è in grado di gestire 1.000 RNA a doppio filo. Al di là di questo numero, gli agenti patogeni mantengono la loro forma originale, allertando il corpo della loro presenza. I risultati, pubblicati su PLOS Biology, aprono nuove strade per contrastare gli attacchi virali, ad esempio aumentando la quantità di genomi virali difettosi con frammenti strutturali a doppio filamento.

Il dottor Leonid Brodsky, a capo del Tauber Bioinformatics Research Center presso l’Università di Haifa, come riporta Israel21c, ha spiegato:

“Insieme ad un interessante tradeoff di modifica di RNA tra errori di regolazione autoimmune e infezione virale, questo studio dimostra un’associazione dei genomi virali difettosi naturali e progettati con la protezione anti-virus”.

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