Le cellule staminali derivate dalla placenta rallentano la crescita del tumore

Le cellule staminali derivate dalla placenta rallentano la crescita del tumore

Nuova speranza per i pazienti malati di cancro. Le cellule staminali derivate dalla placenta hanno un elevato effetto inibitorio per vari tipi di tumori, dalla mammella, al colon-retto, ai reni, al fegato, ai polmoni, ai muscoli e alla pelle.

La notizia è confermata dalla ricerca condotta per oltre due anni da Pluristem Therapeutics Inc., una società di biotecnologia con sede a Haifa.

Questa scoperta potrebbe essere utilizzata in futuro per lo screening dei tumori dei pazienti in modo da identificare i pazienti che hanno maggiori probabilità di mostrare una risposta positiva al trattamento con cellule staminali placentari, che sono cellule staminali contenute nella placenta.

Zami Aberman, presidente e co-CEO di Pluristem, ha dichiarato:

“I risultati fanno ben sperare per l’utilizzo delle nostre cellule PLX, cellule brevettate derivate dalla placenta, le quali rallentano la crescita delle cellule tumorali, in particolare per alcuni tumori che non hanno opzioni di trattamento praticabili”.

Da diversi anni Pluristem sta portando avanti numerosi studi clinici relativi all’utilizzo delle cellule staminali derivate da placenta, che rilasciano una serie di proteine terapeutiche che possono essere utilizzate nelle terapie contro infiammazione, vasi sanguigni bloccati (ischemia), traumi muscolari, disturbi del sangue e danni da radiazioni.

Sulla base di questa recente ricerca, Pluristem ha condotto uno studio preclinico su topi femmina con carcinoma mammario. Lo studio ha dimostrato che le iniezioni settimanali intramuscolari di cellule PLX indotte hanno ridotto le dimensioni dei tumori e nel 30% dei topi trattati hanno portato alla completa scomparsa del tumore.

Per Zami Aberman:

“queste scoperte possono aprire nuove possibilità nel campo dell’oncologia per trattare i tumori solidi e possono anche offrire nuovi percorsi per aiutare milioni di pazienti in tutto il mondo”.

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