La startup AEBi sta sviluppando e testando una innovativa cura contro il cancro

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Un gruppo di scienziati israeliani sta lavorando ad una cura contro il cancro, che gli stessi sostengono essere la “prima cura completa, breve, economica, efficace e con effetti collaterali minimi o nulli”.

La notizia, che sta facendo il giro del mondo, vede protagonista la startup Accelerated Evolution Biotechnologies Ltd. (AEBi), fondata nel 2000 nell’incubatore ITEK nel Kiryat Weizmann Science Park a Ness Ziona, in Israele.

Azienda biofarmaceutica impegnata nella scoperta e nello sviluppo di peptidi terapeutici, AEBi ha sviluppato la piattaforma SoAP, una piattaforma tecnologica di screening della biologia combinatoria.

Ilan Morad, CEO e fondatore della startup, in un’intervista a The Times of Israel, afferma:

“Abbiamo ancora molta strada da fare, ma alla fine crediamo che avremo una cura per tutti i tipi di cancro. Tra un anno l’azienda potrebbe avviare gli studi clinici sui pazienti. Stiamo lavorando ad un farmaco personalizzato che sarà adattato ai tumori specifici di ciascun paziente. Ogni persona riceverà il farmaco per il suo specifico cancro”.

Le molecole che la startup israeliana ha sviluppato e che sono al centro del percorso verso la cura, sono state testate in studi pre-clinici israeliani su cellule tumorali umane in laboratorio e sui topi. I vertici della startup israeliana hanno evidenziato che queste molecole si sono rivelate efficaci durante i test per tumori ai polmoni, al colon, alla testa e al collo.

Il trattamento, che AEBi chiama MuTaTo (Toxin multi-target), consiste in una famiglia di molecole di peptidi, composti da due o più aminoacidi legati in una catena, che hanno la capacità di interagire con un’ampia varietà di proteine ​​espresse dalle cellule tumorali. Piuttosto che prendere di mira solo un tipo di proteina, le molecole hanno la capacità di indirizzare un numero di proteine ​​allo stesso tempo, una specie di attacco multiplo nei confronti del tumore.

Alcuni tumori del cancro possono erigere scudi che proibiscono alle grandi molecole di accedervi.

Morad, al The Jerusalem Post, spiega perché il trattamento della sua azienda è più efficace:

“MuTaTo si comporta come un polipo e può intrufolarsi in posti dove altre grandi molecole non possono arrivare. Le parti peptidiche di MuTaTo sono molto piccole (12 aminoacidi di lunghezza) e mancano di una struttura rigida. Il polpo in questo caso è la molecola, e alla fine di ogni braccio ci sono dei peptidi che interagiscono con le proteine ​​e inibiscono la loro azione. In pratica l’interazione permette ai “peptidi tossici” attaccati a molti bracci del polipo di penetrare nella cellula tumorale e distruggerla dall’interno. Le molecole hanno la capacità di uccidere le cellule tumorali, prendendo di mira solo loro e non altre cellule sane”.

AEBi è impegnata a brevettare il trattamento, a far avanzare la ricerca e ad arrivare alle sperimentazioni cliniche il più velocemente possibile in modo da produrre entro pochi anni il farmaco anticancro, considerato come una sorta di antibiotico, che il paziente dovrà assumere solo per poche settimane.

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