Istituto Weizmann: le ragioni dell’eccellenza

Nell’ultima classifica stilata dall’Università di Leiden, il Weizmann Institute si è guadagnato il 10° posto a livello mondiale ed è il primo istituto non americano presente nella top 10. Il metodo utilizzato per questa classifica è incentrato sulla qualità delle pubblicazioni e sulla frequenza delle citazioni in altre pubblicazioni. Il Presidente del Weizmann Institute, Daniel Zajfman, spiega in questa lettera,  perché questa classifica è straordinaria:

Cosa significa posizionarsi tra i primi 10 migliori centri di ricerca all’interno della classifica Leinden?

Ammettiamolo: le istituzioni accademiche non possono realmente essere solo classificate secondo i criteri esaminati. Spesso le istituzioni accademiche sono un insieme di individui atipici, curiosi ed appassionati di ciò che vorrebbero realizzare; il ruolo dell’istituzione accademica, e del suo team, è quello di consentire realmente a questi individui di soddisfare la loro curiosità e passione, con l’obiettivo di sviluppare conoscenze e nuove idee (nel caso del Weizmann Institute parliamo di idee scientifiche) che sono, si spera, di valore. Questa conoscenza è generalmente disponibile a tutti una volta che gli scienziati decidono che il loro lavoro debba essere pubblicato e di solito avviene attraverso un sistema di riviste scientifiche. La critica da parte dei colleghi condotte dai comitati di redazione dei giornali, assicura che gli articoli accettati siano solo di alta qualità. Le varie riviste scientifiche, e ce ne sono migliaia, sono spesso distinte per argomento (matematica, fisica, chimica, scienza della vita) e ripartite in sotto-categorie (ad esempio, fisica atomica), mentre alcune sono generali. Alcuni giornali hanno uno standard molto alto  e con criteri rigorosi (a livello di riletture da parte dei colleghi) al fine di rendere l’accettazione dell’articolo molto competitiva. Secondo quanto detto in precedenza, si potrebbe valutare annualmente la produttività di uno scienziato misurando il numero totale di pubblicazioni e misurare la produttività di una istituzione accademica, calcolando il numero totale di pubblicazioni da parte di tutti gli scienziati dell’istituzione. Pur rimanendo un indicatore, questo semplice calcolo non prende in considerazione né le dimensioni dell’istituzione, né fornisce alcuna indicazione sulla qualità di queste pubblicazioni (oltre al fatto che le bozze siano state riviste per le eventuali correzioni). Come può essere misurato l’impatto di una pubblicazione? Questo non è semplice, una pubblicazione può anche impiegare diversi anni per essere d’impatto.  La media equa (anche se imperfetta) per misurare l’impatto, è quella di determinare se una pubblicazione abbia una specifica influenza sul lavoro di altri. La logica di base, è che se nessuno utilizza la conoscenza pubblicata (nuovi risultati, nuove interpretazione di dati, nuovo modello o teoria ecc.). allora è probabile che l’informazione contenuta nella pubblicazione abbia un flebile impatto. Al contrario, se viene utilizzata da parte di molti altri scienziati, sicuramente la pubblicazione ha avuto un enorme impatto all’interno del suo dominio. Quando una pubblicazione utilizza informazioni di un’altra rivista precedentemente pubblicata, essa deve contenere una citazione (generalmente alla fine del testo) chiamata appunto “citazione” o “reference”. Sulla base di quanto detto, per misurare l’impatto delle pubblicazioni si guarda l’indice delle citazioni. Poiché tutti i documenti pubblicati e tutte le citazioni incluse nei documenti sono memorizzati in grandi banche dati, risulta relativamente semplice contare il numero di citazioni per pubblicazione. Se il numero totale di citazioni viene diviso per il numero totale di pubblicazioni, si ottiene un indicatore concentrato unicamente sulla qualità della pubblicazione. In altri termini, questo numero costituisce una base tangibile che fornisce una precisa indicazione sulla qualità della produzione scientifica di una istituzione. In breve e senza entrare troppo nei dettagli, si tratta proprio dell’oggetto della classificazione dell’Università di Leinden: un tentativo di misurare l’impatto del lavoro scientifico in termini di qualità e non di quantità. Nella nuova classifica pubblicata dal Centro per la Scienza e Tecnologia dell’Università di Leindem, il Weizmann Insitute of Science è classificato al 10° posto dopo importantissime istituzioni come il MIT, Harvard, Stanford e altri. In realtà siamo l’accademia con la miglior classificazione fuori dagli Stati Uniti. Si tratta della migliore posizione che abbiamo mai ottenuto, un notevole miglioramento rispetto al passato e un risultato incredibile. Come siamo riusciti in questo? Molto semplice: con l’assunzione delle migliori capacità scientifiche, fornendo eccellenti infrastrutture e offrendo agli scienziati la libertà di pensare. E da “noi”, intesa come equipe formidabile, sono inclusi tutti coloro che si trovano nel campus, il comitato internazionale e i membri dell’esecutivo. Tutti. Questa è la ricetta, e credo che finché continueremo a percorrere questa via, eccelleremo in ciò che facciamo e continueremo la missione stabilita dal Dott. Chaim Weizmann: la Scienza al servizio dell’umanità.

A coloro che hanno reso tutto ciò possibile, Grazie!

Daniel Zajfman

Presidente del Weizmann Institute of Science

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