Israeliani e palestinesi collaborano nella ricerca sul Linfoma non-Hodgkin

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Israeliani e palestinesi collaborano nella ricerca sul Linfoma non-Hodgkin. Da un comunicato diramato dall’Università Ebraica di Gerusalemme, emerge che un gruppo di ricercatori israeliani e palestinesi sta conducendo delle ricerche sul Linfoma non-Hodgkin, una neoplasia maligna del tessuto linfatico, che va quindi a colpire le cellule del sistema immunitario.

Il Linfoma non- Hodgkin (NHL) rappresenta circa il 3% del carico dei tumori di tutto il mondo. La maggior parte degli studi epidemiologici sono stati effettuati, nel corso del tempo, solo nelle popolazioni nordamericane ed europee, con un paio di focalizzazione sulle popolazioni dell’Asia orientale. Sono molto pochi invece gli studi epidemiologici effettuati sulle cellule B nelle popolazioni del Medio Oriente.

Dal momento che israeliani e palestinesi rappresentano geneticamente e culturalmente diverse popolazioni che vivono in prossimità geografica, la ricerca sta analizzando i loro fattori di rischio al fine di arricchire la comprensione dei geni e dell’ambiente in cui si genera il linfoma.

Nonostante condividano lo stesso ecosistema, le popolazioni si differenziano in termini di stile di vita, comportamenti di salute e sistemi medicali. Eppure in entrambe le popolazioni è stata evidenziata una alta incidenza di NHL, che rappresenta la quinta neoplasia più comune in Israele e l’ottavo tumore maligno più comune fra i palestinesi della West Bank. (A partire dal 2012, Israele ha anche il primo posto nel mondo dei tassi di incidenza di Linfoma non-Hodgkin).

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La distibuzione del sottotipo di linfoma non-Hodgkin (celluleB) in relazione alla popolazione

Come si evince dal comunicato, ora i ricercatori israeliani e palestinesi, guidati dalla  Prof.ssa Ora Paltiel, direttrice della Hebrew University-Hadassah Braun School of Public Health and Community Medicine, e Senior Physician dell’Hadassah’s Hematology Department, hanno condotto uno studio epidemiologico su larga scala al fine di esaminare i fattori di rischio per le cellule B del Linfoma e dei suoi sottotipi in queste due popolazioni.

I ricercatori hanno esaminato la storia medica, i fattori ambientali e lo stile di vita di 823 persone (israeliane e palestinesi) con Linfoma non-Hodgkin delle cellule B e 808 persone sane. Utilizzando un questionario i ricercatori hanno scoperto alcuni fattori di rischio comuni ad entrambe le popolazioni.

I dati, riportati nella rivista PLoS ONE, hanno dimostrato che in entrambe le popolazioni il Linfoma è stato associato all’esposizione al sole, all’uso di tintura nera per capelli, ad unastoria di ospedalizzazione per infezioni e alla presenza di un parente di primo grado con un tumore del sangue. Un’associazione inversa è stata osservata con l’uso di alcol. Alcune esposizioni, tra cui il fumo e l’uso di pesticidi, sono stati associati a specifici sottotipi di B-NHL.

I dati inoltre hanno sottolineato le differenze tra le popolazioni. Solo tra gli arabi palestinesi sono stati scoperti fattori di rischio legati a herpes, mononucleosi, rosolia, o trasfusioni di sangue, mentre questi fattori non sono stati identificati nella popolazione ebraica israeliana. Al contrario, esistono fattori di rischio rinvenuti solo negli ebrei israeliani, che includono la coltivazione di frutta e verdura e malattie autoimmuni.

Il fatto che i fattori di rischio operino in modo diverso nei diversi gruppi etnici, solleva la possibilità di divergenze legate a dieta, abitudini culturali, esposizione ad infezioni e ad altri fattori che agiscono in modo diverso in individui con differente background genetico.

Questo studio riflette uno sforzo scientifico congiunto unico che coinvolge ricercatori israeliani e palestinesi, e dimostra l’importanza della ricerca cooperativa.

Questo il commento conclusivo della Prof.ssa Paltiel:

A parte il contributo scientifico che questa ricerca fornisce in termini di fattori di rischio per la comprensione del Linfoma, lo studio prevede un importante cooperazione nella ricerca tra le molte istituzioni. Lo studio ha fornito opportunità per la formazione di ricercatori palestinesi e israeliani, e la volontà di garantire un’interazione intellettuale per gli anni a venire. I dati raccolti verranno usati anche per futuri studi. La ricerca epidemiologica ha il potenziale di migliorare e preservare la salute umana, e può anche servire come un ponte per il dialogo tra le nazioni.

Gli istituti partecipanti a questa ricerca includono: Braun School of Public Health and Community Medicine, and Depts. of Hematology and Pathology, Hadassah-Hebrew University Medical Center; Dept. of Medical Laboratory Sciences and Dept. of Community Medicine, Faculty of Medicine, Al Quds University; Cancer Care Center, Augusta Victoria Hospital; Beit Jalla Hospital; Department of Statistics, Hebrew University; Department of Primary Health Care, Palestinian Ministry of Health; Tisch Cancer Institute and Institute for Translational Epidemiology, Mount Sinai School of Medicine; Rambam Medical Center and Rappaport Faculty of Medicine, Technion; Chaim Sheba Medical Center and Meir Medical Center and Tel Aviv University. 

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