Israele: terra stillante latte, miele e cannabis medica

Durante lo scorso agosto, in Israele un comitato composto da ministri della Salute e delle Finanze ha presentato una regolamentazione per le esportazioni internazionali di cannabis medica. Il mercato potrebbe valere fino a 4 miliardi di dollari l’anno in entrate.

In attesa che la proposta venga approvata dai legislatori, una società israeliana – Breath of Life Pharma (BOL) – si sta avvicinando a diventare la più grande struttura medica di cannabis a livello mondiale.

Il nuovo centro di produzione, ricerca e sviluppo di BOL nel centro di Israele ha una gigante aera di deposito, coltivazioni e laboratori.

Il Dott. Tamir Gedo, CEO di BOL, dice a Israel21c che la sua azienda può immagazzinare abbastanza marijuana medica per fornire tutti gli Stati Uniti, con una produzione stimata di 80 tonnellate di cannabis medica all’anno.

La cannabis possiede 142 diversi cannabinoidi – componenti attivi – e ognuno di essi punta a diverse malattie.

I due cannabinoidi più noti sono il THC e il CBD. Il primo è il componente psicoattivo mentre il secondo, lavora sul sistema autoimmune e agisce come un anti-infiammatorio. Viene testato su malattie infiammatorie intestinali (tra cui Morbo di Crohn e Colite Ulcerosa) e ha dimostrato di essere efficace nei casi di autismo, epilessia, diabete e malattie cardiache.

Le medicine a base di cannabis vengono somministrate tramite pillole, capsule a lento rilascio, compresse sublinguali, gocce, unguenti, patch transdermali e inalatori.

Il Prof. Raphael Mechoulam del Weizmann Institute è stato il primo a isolare con successo il THC nel 1964. Mechoulam, che ora ha 86, è ancora attivo nella ricerca sulla cannabis presso l’Università Ebraica di Gerusalemme, ed è nel consiglio di amministrazione di BOL.

La sperimentazione della cannabis medica sui pazienti umani è da anni parte del panorama della ricerca in Israele, ma è quasi impossibile da fare negli Stati Uniti. Solo una struttura, l’Università del Mississippi, ha una licenza per la cannabis medica ma la produzione è limitata a soli 650 chilogrammi l’anno, un importo che, rivela il Dott. Gedo, la sua struttura può produrre in mezza giornata.

Charles Pollack, Direttore del Lambert Center per lo studio della cannabis medicinale presso la Thomas Jefferson University di Philadelphia, commenta:

Israele è un focolaio di ricerca di cannabis di qualità, perché ha un clima favorevole che permette di fare una serie di ricerche scientifiche sulla cannabis medica.

Di conseguenza, le aziende si rivolgono sempre più a Israele per condurre le loro sperimentazioni cliniche di fase 1 e 2.

One World Cannabis Pharmaceuticals sta lavorando a una crema topica a base di cannabis per trattare la psoriasi. La Therapix Biosciences, quotata al NASDAQ, sta distribuendo il THC per affrontare il Morbo di Alzheimer e la Sindrome di Tourette. E ce ne sono molti altri.

L’impresa israeliana iCAN sponsorizza CannaTech, una delle principali conferenze sulla cannabis medica, iniziata in Israele ed ora sulla strada per raggiungere Londra e l’Australia.

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