Israele: nuova tecnica di risonanza magnetica per rilevare cambiamenti molecolari nel cervello

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I ricercatori dell’Università Ebraica di Gerusalemme hanno dichiarato di aver trovato un modo per ottenere dalla risonanza magnetica (MRI) informazioni sui cambiamenti molecolari che si verificano nel cervello e non solo immagini di organi, ossa, nervi e tessuti molli, come fa oggi la tecnologia.

Le attuali scansioni cerebrali con risonanza magnetica forniscono immagini della materia grigia e bianca, dei ventricoli e di altre regioni del cervello. Questo consente ai medici di vedere se un paziente ha avuto un ictus o ha lesioni o tumori nel cervello o qualsiasi altro grande cambiamento nel tessuto cerebrale.

Le modifiche nel cervello

Le cellule umane sono composte da molecole – lipidi, proteine e zuccheri. E in parallelo con i noti segni esterni dell’invecchiamento – capelli grigi, colonna vertebrale chinata, perdita occasionale della memoria – anche un cervello che invecchia o che sta sviluppando una malattia ha dei segni: i cambiamenti nel contenuto lipidico e proteico del tessuto cerebrale creano “impronte biologiche”.

Sono questi cambiamenti, che possono potenzialmente differenziare il normale invecchiamento dagli inizi della malattia di Alzheimer o del Parkinson, che la risonanza magnetica non è riuscita a rilevare fino ad ora.

I risultati sono stati pubblicati martedì su Nature Communications dal dottor Aviv Mezer, che ha guidato lo studio, il dottorando Shir Filo e un team dell’Edmond and Lily Safra Center for Brain Sciences dell’Università Ebraica di Gerusalemme.

Quello che hanno fatto i ricercatori dell’Università Ebraica è stato sviluppare un modello matematico in grado di estrarre queste informazioni dall’immagine MRI.

Il dottor Aviv Mezer, come riporta The Times of Israel, ha affermato:

“Quando abbiamo scannerizzato il cervello di pazienti giovani e anziani, abbiamo visto che diverse aree cerebrali invecchiano in modo diverso. Abbiamo visto importanti cambiamenti nella composizione molecolare della materia grigia nei soggetti più giovani rispetto a quelli più anziani”.

Secondo i ricercatori israeliani questo nuovo metodo potrebbe spianare la strada ai “medici per confrontare le scansioni cerebrali prese nel tempo dallo stesso paziente e per distinguere tra tessuto cerebrale sano e malato, senza ricorrere a procedure invasive o pericolose, come le biopsie del tessuto cerebrale che attualmente vengono effettuate nei casi di tumore cerebrale”.

Il modello matematico sviluppato dai ricercatori può già essere applicato su tutti gli scanner MRI per fornire ai medici un quadro più completo del cervello.

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