Israele e Cina, un futuro all’insegna dell’high-tech

Israele e Cina, un futuro all’insegna dell’high-tech. Dalle app per smartphone all’high-tech, le aziende israeliane coprono una miriade di campi. Non è quindi una sorpresa se gli investitori cinesi sono desiderosi di approfondire le innumerevoli possibilità che derivano dal progresso delle società tecnologiche israeliane.

Nel 2015, gli investimenti cinesi in startup israeliane hanno superato 500 milioni di dollari, svelando una crescita di oltre il 300 per cento a partire dal 2012. Nel mese di gennaio 2016, il China-Israel Innovation Summit si è tenuto a Pechino, dove centinaia di investitori cinesi hanno partecipato prevedendo un enorme potenziale per grandi investimenti.

Come spiega Daniel Lorber di Barnea & Co per Lexology, negli ultimi anni, gli investitori cinesi hanno mostrato particolare interesse per numerosi settori tra cui:

  • Scienze della vita;
  • Farmaceutica;
  • Dispositivi medici;
  • Tecnologie agricole;
  • Fintech.

Inoltre, gli imprenditori israeliani sono molto richiesti in Cina, soprattutto nel campo della telefonia mobile, tecnologie web, giochi, cleantech, Agrotech e la salute digitale, tutte aree che dimostrano l’alta professionalità mostrata da Israele.

Come per ogni investimento in un paese estero, gli investitori cinesi hanno dovuto fare i conti con alcune sfide. A parte la barriera linguistica, le differenze culturali hanno impegnato entrambe le parti. Ad esempio, all’interno della cultura israeliana, le aziende preferiscono transazioni rapide e efficienti, mentre le aziende cinesi sono più pazienti. Queste sfide sono state ampiamente superate tanto che l’interesse e gli investimenti cinesi verso la tecnologia israeliana non conosce sosta.

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