L’invenzione israeliana che trasformerà la nostra vita

Il Prof. Nathan Intrator della Scuola di Neuroscienze e della Scuola di Informatica dell’Università di Tel Aviv ha sviluppato un’applicazione in grado di segnalare in qualsiasi momento un disturbo dell’attenzione, un’emozione o un cambiamento di umore e di visualizzarli sullo schermo di uno smartphone. Lo studio, che è già stato oggetto di test pratici, è un vero e proprio passo in avanti nella comprensione delle funzioni cerebrali in varie situazioni.

Il Prof. Intrator ha commentato:

Anche se la ricerca sul cervello si è evoluta, la comprensione del funzionamento dei neuroni e delle sinapsi (zone di contatto tra il neurone ed un’altra cellula) non procede da circa 70 anni. Ecco perché ho voluto cambiare l’approccio e tenere conto di tutti i fenomeni e non solo dei dettagli.

La maggior parte degli studi sul cervello sono basati sull’analisi dei risultati ottenuti mediante le tecniche di imaging della risonanza magnetica funzionale o dall’elettroencefalogramma, che misurano l’attività elettrica durante l’esecuzione di diverse operazioni. Ma secondo gli scienziati questi dispositivi forniscono solo un’immagine vaga e incompleta della complessità delle attività cerebrali. Pertanto, il processo di decodifica del cervello umano diventa sempre più ampio e la raccolta di dati porta alla creazione di database giganti (Big Data) e per poterlo analizzare si fa sempre più riferimento ad algoritmi matematici.

Durante lo scorso anno, il Prof. Intrator ha creato insieme a Lenny Ridel, specializzato in Big Data, la società Neurosteer che effettua le sue analisi nel campo dell’informatica e delle neuroscienze e a cui è affidato il compito di monitoraggio e interpretazione dell’attività cerebrale su base continuativa.

Neurosteer baratta il famoso casco a elettrodi utilizzato in laboratorio per misurare l’attività elettrica, con un semplice nastro di tessuto nero con solo due elettrodi ipersensibili che analizzano l’attività cerebrale e la trasmettono allo smartphone. Le informazioni vengono inviate ad un “Cloud” che contiene un ampio database.

Secondo il Prof. Intrator, il monitoraggio continuo dell’attività cerebrale è in grado di diagnosticare eventuali cambiamenti nel cervello, come ad esempio l’influenza di una tazza di caffè nell’identificazione dei segnali precursori dell’epilessia:

Potrete sapere in quale parte della giornata siete più concentrati, in quale notte avrete dormito meglio, quale stimolo esterno ha più effetto su di voi, quale tipo di musica è consigliata per migliorare il vostro stato d’animo, ecc.

Le possibilità di applicazione di questo metodo sono molteplici e possono riguardare i settori dell’istruzione, i processi di apprendimento, comunicazione, interazione sociale e videogiochi.

Per ciò che riguarda il lato medico, il continuo monitoraggio delle attività cerebrali consente al Prof. Intrator di aggiustare i trattamenti con precisione:

Se confrontiamo per esempio il trattamento del diabete, lo sviluppo di strumenti che permettano di seguire l’attività del pancreas in maniera continuativa in casa dei pazienti permette la somministrazione di insulina in quantità adatta ed al momento esatto. Il cervello è un organo più complesso del pancreas, ma se si tiene in considerazione che il 10% della popolazione soffre di emicrania, o che un bambino su sei soffre di un disturbo correlato al cervello (autismo, disturbo dell’attenzione), è chiaro che queste malattie non sono seguite come sarebbe auspicabile. Incontriamo troppi pazienti che assumono farmaci inutilmente o farmaci che non necessariamente rappresentano l’esatta soluzione al loro problema. Ad esempio vi è una grande differenza tra la TDA (in inglese ADD, Attention-Deficit Disorder) e la ADHD (il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività); alcuni farmaci aiutano e altri no, motivo per cui la misurazione continua delle attività potrebbero meglio regolare il trattamento farmacologico per ciascun caso.

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