Informatico israeliano vince il Japan Prize per il suo contributo alla crittografia

Informatico israeliano vince il Japan Prize per il suo contributo alla crittografia. Un informatico israeliano è stato fra i tre vincitori del Japan Prize 2017, un premio in onore del successo nel campo della scienza e della tecnologia.

Adi Shamir, professore presso il Weizmann Institute di Rehovot, è stato riconosciuto per il suo “Contributo alla sicurezza delle informazioni attraverso la ricerca pionieristica sulla crittografia”, come riportato dal sito web ufficiale del premio.

Il Prof. Shamir, 64 anni, è il secondo scienziato israeliano a vincere questo premio. Ephraim Katzir, biofisico ed ex presidente israeliano, lo ricevette 1985, l’anno inaugurale del premio.

Nel 2002 Shamir, con Ronald Rivest e Leonard Adleman, vinse il Premio Turing, ampiamente considerato come il più prestigioso premio di informatica del mondo.

Questo il commento del Prof. Shamir:

La mia principale area di ricerca è la crittografia e rottura di codici, motivata dalla crescita esplosiva delle reti di computer e dalla comunicazione wireless. Senza protezione crittografica, le informazioni riservate possono essere esposte a intercettazioni, a modifiche da parte di hacker o criminali.

Il Japan Prize viene assegnato ogni anno a scienziati e ingegneri di tutto il mondo che hanno dato contributi significativi per il progresso della scienza e della tecnologia.

Ogni anno vengono onorati due settori della ricerca scientifica.

Il premio Japan Foundation ha selezionato Shamir e altri due vincitori – Emmanuelle Carpentier, direttore dell’Istituto Max Planck per la biologia delle infezioni a Berlino, e Jennifer Doudna, professore presso la University of California, Berkeley, per le loro ricerche in gene editing (la tecnica di modifica genetica) – tra 13.000 candidature.

Il Japan Prize

Photo Credit | The Japan Foundation – Il Japan Prize

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