Infertilità: l’Università di Tel Aviv in prima linea

In arrivo nuova tecnologia contro l’infertilità. Il Dott. Natan Shaked del Dipartimento di Ingegneria Biomedica dell’Università di Tel Aviv ed il Dott. Miki Hifler dello Sheba Medical Center, hanno sviluppato una tecnologia medica innovativa nel campo dell’identificazione rapida ed efficiente dello sperma più fertile, al fine di aumentare il tasso di successo della fecondazione assistita e riducendo il rischio di difetti congeniti. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Fertility and Sterility.

Da circa 30 anni la medicina cerca di aiutare molte coppie con problemi di fertilità attraverso un insieme di tecniche chimate Procreazione medicalmente assistita (Pma). Tuttavia, il loro costo, emotivo e finanziario, rimane elevato rispetto alle reali probabilità di successo.

Una nuova tecnologia innovativa sviluppata presso l’Università di Tel Aviv promette di cambiare questa situazione, consentendo ai medici di effettuare una analisi clinica di veloce ed efficiente valutazione della qualità dello sperma, senza l’utilizzo di colorazione fluorescente che normalmente colpisce la vitalità degli spermatozoi.

Spiega il Dott. Shaked:

Oggi ci sono due metodi principali di procreazione assistita, la fecondazione in vitro l’iniezione citoplasmatica di spermatozoi. Nel primo caso, la donna dopo una terapia farmacologica per stimolare le ovaie e produrre più uova, viene fecondata con lo sperma e poi le uova vengono trasferite nell’utero. Nel secondo caso, un singolo spermatozoo viene iniettato in un uovo maturo e poi trasferito nell’utero. La tecnologia che abbiamo sviluppato è applicabile ad entrambi i metodi, ma è particolarmente utile nel secondo caso.

Il problema è che quando lo sperma viene osservato con tecniche tradizionali, sembra essere quasi trasparente. La colorazione fluorescente utilizzata dalle tecniche standard può influenzare la vitalità degli spermatozoi che potrebbero danneggiare il feto. La sfida è identificare i candidati spermatozoi più fertili senza l’utilizzo di colorazione.

Continua il Dott. Shaked:

Fino ad ora, i medici hanno scelto il miglior sperma in base alla velocità ma questo non è necessariamente un indicatore della qualità del DNA. Alcuni dei migliori candidati possono anche essere lenti o addirittura immobili. Se fossimo in grado di determinare meglio la struttura e la composizione completa dello sperma, il tasso di successo dei trattamenti di fecondazione assistita sarebbe più alto e rischi di difetti congeniti sicuramente sarebbero inferiori.

Il nuovo dispositivo è una sorta di “scatola nera” che viene attaccata al microscopio. Mediante un software automatizzato riesce a mappare lo spessore e altri parametri fisici per valutare la vitalità degli spermatozoi in tempo reale ad un costo inferiore. Questo dispositivo può essere utilizzato in qualsiasi studio medico già equipaggiato con un classico microscopio.

Secondo i ricercatori, questo nuovo metodo di imaging consente di valutare la qualità dello sperma utilizzato, determinando così un trattamento più efficace. Il nuovo metodo è stato sviluppato con il supporto di Ramot, la società di trasferimento tecnologico dell’Università di Tel Aviv. Il team ha recentemente brevettato la tecnologia e le sperimentazioni cliniche inizieranno in Israele il prossimo anno.

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