GrowBot: il robot che si muove come una pianta rampicante

GrowBot robot siliconwadi

Si chiama GrowBot ed è il robot in grado di arrampicarsi come l’edera o una pianta di vite superando gli ostacoli.

A progettare e creare il robot saranno i ricercatori dell’Università di Tel Aviv insieme a colleghi di altre nazioni che fanno parte di un progetto europeo la cui durata sarà di quattro anni.

A coordinare il progetto finanziato dalla Commissione europea è Barbara Mazzolai, direttrice del Centro di Micro-BioRobotica (CMBR) dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Pontedera, Pisa.

Dal momento che un gran numero di robot si ispirano al movimento degli animali, il gruppo di accademici europei intende studiare piante rampicanti come l’edera e la vite per scoprire come si muovono crescendo e di quanta energia hanno bisogno.

Come si muoverà il robot

Come scrive il The Times of Israel, i robot a bassa massa e basso volume che il consorzio spera di sviluppare si adatteranno all’ambiente circostante, così come le piante rampicanti, e saranno in grado di superare vuoti e fare manovre su superfici irregolari dove i robot esistenti si bloccherebbero o cadrebbero.

Yasmin Meroz, della George S. Wise Faculty of Life Sciences dell’Università di Tel Aviv, che guida il team israeliano all’interno del consorzio, ha spiegato:

“Le piante rampicanti che i ricercatori hanno in programma di studiare risolvono i problemi di movimento crescendo nella giusta direzione: inviano radici dove si trova l’acqua; si arrampicano e si girano per raggiungere la luce del sole; si ancorano nelle fessure e sugli oggetti e allo stesso tempo rimangono leggeri e possono crescere fino a 200 metri di lunghezza”.

Dove sarà utilizzato

I ricercatori israeliani insieme ai colleghi di altri Paesi, sperano di creare così nuovi robot rampicanti, che in futuro potrebbero essere utilizzati negli edifici e nella progettazione urbana, per incorporare i sensori di guida all’interno delle città, o per le esplorazioni nel campo archeologico o negli edifici che sono crollati.

I robot GrowBots sviluppati dal consorzio useranno tecnologie innovative, come la stampa tridimensionale, e saranno in grado di crescere preservando la loro leggerezza come una pianta rampicante.

Il laboratorio di Meroz dell’Università di Tel Aviv sarà responsabile dello sviluppo di modelli matematici che saranno integrati nel cervello dei GrowBots, consentendo loro di elaborare le informazioni raccolte dall’ambiente attraverso i sistemi di rilevamento, e quindi di formulare decisioni corrette e strategie di crescita ottimali secondo il percorso e le condizioni del terreno.

La dott.ssa Meroz ha inoltre spiegato le attività del robot:

“Un robot in crescita sarà in grado di eseguire compiti in molti posti che sono impraticabili per uomini, veicoli e robot con gambe e ruote. Passerà attraverso strette fessure, si arrampicherà su rocce e pareti e potrà scavalcare spazi. Potrebbe entrare in edifici crollati, esplorare Marte e siti archeologici ed entrare in siti contaminati. Le strutture robotiche che crescono da sole possono fungere da ponti e possono persino diventare edifici che si costruiscono da soli”.

Da chi è composto il team di ricercatori

Il team di ricercatori è multidisciplinare, è composto da esperti di robotica, botanici, matematici, scienziati dei materiali e informatici provenienti da Israele, Italia, Germania, Francia, Spagna.

L’iniziativa fa parte del programma Future and Emerging Technologies (FET) di Horizon 2020, che sostiene progetti tecnologici.

RetweeTech