Emergenza Virus Zika: virologo israeliano intensifica la ricerca

Con i crescenti timori che il virus Zika possa trasformarsi in un’emergenza globale e che l’epidemia possa diventare peggiore di quella dell’Ebola, uno scienziato israeliano ha intensificato il suo lavoro per cercare di capire il motivo per cui questo virus, apparentemente innocuo, si sia trasformato in un’epidemia devastante.

È stato il Brasile a lanciare l’allarme lo scorso mese di ottobre quando vi furono casi di microcefalia, una condizione devastante in cui un bambino nasce con un anomalia: circonferenza del cranio notevolmente più piccola della media per età e sesso. Da allora, ci sono stati 270 casi confermati, e 3.448 casi sospetti, contro i “soli” 147 nel 2014.

Il virus si sta diffondendo in modo esplosivo attraverso le Americhe, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e in Brasile, 1,5 milioni di persone sono state infettate. Circa 23 paesi in tutto il mondo hanno messo in guardia le donne al fine di evitare una gravidanza fino al 2018 tra cui: Guyana Francese, Guatemala, Haiti, Honduras, Martinica, Messico, Panama, Paraguay, Suriname, Venezuela e Porto Rico.

All’inizio di questa settimana, l’OMS ha convocato un comitato di emergenza. In risposta a questa crisi profonda, il virologo israeliano Dott. Leslie Lobel, del dipartimento di microbiologia, immunologia e genetica presso Università Ben Gurion, e altri colleghi di tutto il mondo stanno intensificando la loro ricerca contro il virus Zika che si trasmette all’uomo con una puntura di zanzara.

Vogliamo individuare cosa c’è di diverso in termini di risposta immunitaria genetica e virale. Perché, dopo più di 60 anni, questa patologia virus sta iniziando a cambiare e a diffondersi?

Lobel ha lavorato per diversi anni con gli scienziati ugandesi che hanno raccolto gli insetti nella Zika Forest in Uganda a studiare i virus. Recentemente sono impegnati nell’indagare se questo virus potrà avere alcun impatto su altre malattie gravi come Ebola.

L’infezione Zika fino ad ora ha sempre causato solo lieve febbre, eruzioni cutanee, dolori articolari e congiuntivite per circa una settimana.

Lobel ha recentemente iniziato l’esame di campioni di sangue appartenenti a persone infettate con Zika in Uganda e sta collaborando con un gruppo di San Paolo per studiare i ceppi virali Zika che si trovano in Brasile.

Solo se si riuscirà a dimostrare scientificamente che esiste una causa ed effetto tra infezione da Zika e microcefalia ci sarà la necessità di ricercare approcci terapeutici.

La loro ricerca è finanziata da sovvenzioni. Ma Lobel afferma che i governi debbano stanziare più fondi per la ricerca sulle malattie infettive e le scuole di medicina devono incoraggiare più studenti di specializzarsi in virologia e malattie infettive perché questi settori diventeranno ancora più problematici nei prossimi anni.

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