Dall’Università di Tel Aviv una guida per pazienti affetti da Parkinson

Università di Tel Aviv pazienti Parkinson

Le persone con il morbo di Parkinson, una malattia degenerativa debilitante che colpisce il sistema motorio causando tremori, hanno difficoltà a girarsi e sedersi.

Un nuovo studio dell’Università di Tel Aviv spiega perché questi pazienti possono avere difficoltà a passare dal camminare al sedersi. I risultati suggeriscono nuovi modi per aiutare a migliorare la riabilitazione di questo tipo di pazienti.

Il prof. Jeffrey Hausdorff della Facoltà di Medicina dell’Università di Tel Aviv e il Centro per lo studio del movimento, della cognizione e della mobilità presso il Centro medico Sourasky di Tel Aviv, al The Times of Israel, ha spiegato:

“Le persone affette da Parkinson possono essere stimolate quando provano a girarsi mentre camminano. Mentre la maggior parte degli anziani sani si gira e poi si siede in una sequenza precisa che distingue chiaramente le due componenti del compito, al contrario abbiamo scoperto che la maggior parte dei pazienti di Parkinson iniziano a sedersi mentre si stanno ancora girando”.

Jeffrey Hausdorff ha inoltre aggiunto:

“All’inizio abbiamo ipotizzato che, quando si passava da una posizione in piedi ad una posizione seduta, le persone con il Parkinson prima si giravano e poi iniziavano il processo di seduta. Ma abbiamo scoperto che non era vero”.

I ricercatori hanno valutato le strategie impiegate dalle persone con Parkinson mentre passavano dalla posizione eretta a quella seduta.

L’esperimento dei ricercatori israeliani

In un esperimento, 96 partecipanti con il Parkinson, valutati sia durante l’assunzione dei farmaci che dopo che i suoi effetti, sono stati invitati a girarsi per sedersi indossando un sensore fisso. I ricercatori hanno poi quantificato il passaggio dalla fase della rotazione a quella seduta e hanno determinato se la combinazione era stata impiegata. L’uso del sensore ha rivelato delle distinzioni sottili ma importanti che in precedenza erano state trascurate solo sulla base dell’osservazione visiva.

Gli scienziati hanno poi sovrapposto i casi, utilizzando modelli adattati per età, sesso, altezza e peso, per identificare le associazioni con le loro posizioni di seduta e con le caratteristiche e la cognizione parkinsoniana.

Il prof. Jeffrey Hausdorff ha osservato:

“È interessante notare che gli individui che hanno impiegato la strategia di sovrapposizione hanno sperimentato un’instabilità posturale più marcata rispetto a coloro che hanno utilizzato la strategia distinta”.

Parkinson e farmaci

È stato inoltre notato che i farmaci contro il Parkinson non influenzano la scelta della strategia, ma la decisione è regolata da reti e aree cerebrali che non sono direttamente interessate dai farmaci.

Per i ricercatori israeliani le persone che soffrono di morbo di Parkinson e i loro fisioterapisti e altri siano consapevoli di questo problema.

Lo studio è una guida per il processo di riabilitazione e di cura dedicato ad insegnare alle persone con Parkinson che quando si girano per sedersi dovrebbero effettuare il processo in due parti separate: prima girarsi, poi fermarsi brevemente e quindi sedersi.

RetweeTech