Da Israele un metodo che consente la fertilità ai giovani malati di cancro

Da Israele un metodo che consente la fertilità ai giovani malati di cancro

Ricercatori israeliani della Ben-Gurion University del Negev (BGU) e del Soroka University Medical Center hanno scoperto un metodo che trasforma le cellule staminali in cellule spermatiche, rendendo possibile la fertilità nei ragazzi in età preadolescenziale sottoposti a chemioterapia.

La ricerca del team israeliano evidenzia che le cellule spermatogoniali, serbatoio degli spermatozoi, presenti nei testicoli dei pazienti adolescenti affetti da cancro possono essere utilizzate per sviluppare strategie future per la conservazione della fertilità maschile.

La chemioterapia aggressiva durante l’infanzia spesso provoca danni ai testicoli maschili e, di conseguenza, compromette la fertilità futura.

Mentre i maschi adulti possono avere il loro sperma congelato prima di sottoporsi alla chemioterapia, i ragazzi in età preadolescenziale non producono ancora spermatozoi e quindi è impossibile conservare lo sperma per la fecondazione futura.

Un sistema di coltura cellulare sviluppato in Israele potrebbe per la prima volta trasformare cellule staminali testicolari in cellule simili a spermatozoi, consentendo la possibilità di fertilità futura per i ragazzi in età prepuberale che devono sottoporsi a chemioterapia per il trattamento del cancro.

Durante lo studio, pubblicato sulla rivista Stem Cells and Development, sono state prelevate sette biopsie testicolari da adolescenti affetti da tumore che erano stati trattati con chemioterapia.

I ricercatori sono stati in grado di isolare le cellule testicolari in diversi stadi di sviluppo, tra cui cellule pre-meiotiche, meiotiche e post-meiotiche. Hanno anche identificato cellule simili a spermatozoi che si erano sviluppate dalle cellule testicolari di un giovane paziente affetto da cancro.

I ricercatori israeliani hanno esaminato la presenza di cellule spermatogoniali nei test dei pazienti in età preadolescenziale con tumore trattati con chemioterapia e la loro capacità di sviluppare la spermatogenesi in vitro utilizzando un sistema di coltura tridimensionale.

Questo studio potrebbe aprire la strada a nuove strategie terapeutiche per la conservazione della fertilità dei pazienti in età preadolescenziale e per i pazienti azoospermici.

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