Cancro al pancreas: ricerca medica israeliana scopre come ritardare lo sviluppo

I ricercatori dell’Università di Tel Aviv hanno trovato un modo per ritardare lo sviluppo del cancro al pancreas. Il team di ricerca medica israeliana, sotto la direzione del Prof.ssa Ronit Satchi-Fainaro, è riuscito a sviluppare un trattamento che inibisce significativamente lo sviluppo del cancro al pancreas, in particolare, quel tipo di cancro aggressivo che ha colpito Steve Jobs.

Sulla base dell’osservazione delle caratteristiche genetiche dei pazienti che più a lungo sopravvivono alla malattia, il trattamento, ancora in fase di laboratorio, può servire come base per lo sviluppo di un mix di farmaci per prolungare la vita dei pazienti.

Queste le parole della Prof.ssa Satchi-Fainaro:

Il cancro al pancreas è una malattia estremamente aggressiva. Nonostante tutti i trattamenti offerti dalla medicina moderna, il 75% dei pazienti muore in meno di un anno. Il 7% però, sopravvive 5 anni o poco più ma fino ad ora non sapevamo cosa distinguesse questi pazienti dagli altri.

La ricerca ha dunque voluto indagare sul perché una piccola percentuale di pazienti sopravvive rispetto agli altri.

In una prima fase abbiamo prelevato dei campioni di cellule tumorali ed esaminato il livello di espressione genica e di micro-RNA. Nella maggior parte dei casi, i risultati corrispondono a una descrizione clinica di un tumore molto aggressivo: una carenza di molecole RNA del tipo microRNA-34, conosciute per inibire i geni che favoriscono il cancro e dall’altra parte un alto livello dell’oncogene Plk1che stimola l’attività dei tumori.

Per esaminare la relazione tra questi risultati ed il tempo di sopravvivenza dei pazienti, i ricercatori si sono rivolti al Prof. Eytan Ruppin, esperto di bioinformatica, che ha utilizzato il gigantesco database TCGA (Atlante del Genoma del Cancro) ed ha applicato algoritmi appositamente sviluppati per questo scopo. I calcoli hanno dimostrato che nei pazienti sopravvissuti per lungo tempo, il rapporto è invertito: alto livello dell’inibitore di microRNA e basso livello dell’oncogene Plk1.

I ricercatori si sono confrontati su una questione cruciale: questa scoperta può aiutare a ritardare il cancro e a prolungare la vita dei pazienti? Per scoprirlo hanno effettuato dei test sviluppando minuscoli “veicoli di trasporto” di farmaci immagazzinando microRNA34a (carente nei pazienti che muoiono rapidamente) e sIRNA (piccolo RNA interferente) che deprime l’oncogene Plk1. I risultati in laboratorio sono stati promettenti: le due sostanze rilasciate contemporaneamente sul tumore hanno agito in sinergia, ritardando la progressione del cancro nel 96% dei topi trattati dopo 45 giorni di trattamento.

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