Calma: il dispositivo VR per i bambini autistici con disturbi sensoriali

Calma il dispositivo VR per i bambini autistici con disturbi sensoriali

La startup israeliana Calma ha sviluppato un innovativo sistema basato sull’ambiente virtuale (VR) per il trattamento dei disturbi sensoriali nei bambini con spettro autistico. La tecnologia ha l’obiettivo di ridurre lo stress e aumentare la consapevolezza dei bisogni sensoriali dei bambini.

Le sessioni terapeutiche si svolgono in ambienti subacquei simulati, arricchiti con animazioni, suoni e musica. Durante il trattamento, una console di gestione consente al terapeuta di aggiungere, moderare o rimuovere stimoli (inclusa la musica) in risposta alla reazione del bambino in tempo reale.

L’obiettivo è quello di addestrare il sistema di regolazione sensoriale del bambino per gestire meglio stimoli uditivi e visivi e raggiungere l’equilibrio emotivo. Calma, applicato nella regolazione emotiva e nella regolazione sensoriale, migliora le capacità di apprendimento e di connessione con l’ambiente.

La facoltà di Tecnologie didattiche della Holon Institute of Technology è uno dei partner nello sviluppo della piattaforma.

Il sistema è stato progettato per bambini con funzionalità medio-alta, di età compresa tra i 6-21 anni e con un’affinità per la tecnologia.

L’interfaccia di controllo permette al terapeuta di controllare in tempo reale gli stimoli nel mondo virtuale. L’interfaccia è divisa in 3 parti: impostazioni generali, oggetti per complessità e scenari.

Alla fine di ogni trattamento vengono salvate le impostazioni dell’ambiente virtuale, in modo che il terapeuta possa continuare in un altro momento il trattamento a partire dallo stesso punto. Inoltre, può gestire diversi trattamenti per diversi bambini.

Utilizzando i googles di Samsung Gear VR, il bambino entra nel mondo virtuale sottomarino e viene esposto a un minimo di stimoli.

Il terapeuta può aggiungere e rimuovere oggetti al mondo in base alle esigenze del bambino. Con uno schermo aggiuntivo il terapista può tracciare l’ambiente virtuale dal punto di vista del bambino utilizzando un servizio di mirroring.

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