L’anello mancante dell’evoluzione umana si trova in Israele

Un vecchio cranio di 55 mila anni, scoperto in una grotta in Galilea, rivela la data in cui l’uomo moderno migrò dall’Africa verso l’Europa. Pubblicato nella notte di ieri dalla rivista Nature, lo studio condotto sotto la direzione del Prof. Israel Hershkovitz, specialista antropologia presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Tel Aviv, in collaborazione con il Dott.Omri Barzilai, della Israel Antiquities Authority e il Dr. Ofer Marder dell’Università Ben Gurion, ha già fatto il giro del mondo. Secondo i ricercatori, questo è “una delle rivelazioni più importanti nella storia dell’evoluzione umana”.

Scoperto per caso nel 2008 in conseguenza di alcuni lavori di scavo, la magnifica grotta di stalattiti di Manot era rimasta sigillata per più di 15.000 anni, e dal 2010 sono in corso scavi sotto la direzione dell’Autorità per le Antichità di Israele e l’Università di Tel Aviv. Secondo il Prof. Hershkovitz, gli strumenti di pietra sepolti vicino al frammento del cranio scoperto sono una risposta per l’anello mancante della migrazione di Homo sapiens dall’Africa all’Europa.

“Abbiamo nelle nostre mani il cranio di un essere umano che ha vissuto accanto all’uomo di Neandertal”, ha detto, “ed è anche probabile che siano migrati insieme”. Gli studi sul genoma dell’uomo di Neanderthal  (Homo Neanderthalensis) e dell’Homo sapiens suggeriscono che le due specie si sono accoppiate da qualche parte in Medio Oriente tra i 50 mila e i 60 mila anni dopo che Homo sapiens ha lasciato il continente africano e prima di colonizzare l’Europa e l’Asia. Ma fino ad oggi non erano mai stati trovati resti di esseri umani moderni in Medio Oriente che potessero riferirsi a questo momento cruciale dell’evoluzione.

Secondo il Prof. Hershkovitz, il frammento di cranio scoperto appartiene senza dubbio a Homo Sapiens: ha una forma simile a quella dei primi esseri umani in Africa e più tardi gli uomini europei. Il frammento è stato rivestito di una patina di calcite, e i ricercatori hanno utilizzato l’uranio radioattivo e scoprire la datazione, risalente a circa 55 mila anni fa. “Questo significa che gli uomini di Manot sono probabilmente gli antenati dei primi popoli del Paleolitico in Europa”, dice Hershkovitz.

Gli uomini di Manot sono anche quelli con la più alta probabilità di aver conosciuto e di essersi potuti accoppiare con l’uomo di Neanderthal, una svolta che conferirebbe a tutti gli esseri umani non africani oggi una diretta eredità genetica proveniente dall’uomo di Neanderthal. La grotta di Manot è tra l’altro vicino a siti con uomini di Neanderthal risalenti ad un un periodo analogo. “La parte meridionale del Levante è l’unico luogo dove gli esseri umani anatomicamente moderni e quelli di Neanderthal vissero fianco a fianco per migliaia di anni”, dice Hershkovitz. “Fino ad ora, non abbiamo avuto alcuna prova di questa convivenza “.

La prova finale sarebbe quella di trovare la presenza di antenati Neanderthal nel DNA del cranio, ma a causa delle temperature nella regione, è improbabile che il DNA antico possa essersi conservato. Tuttavia, per i ricercatori, il frammento di cranio scoperto a Manot è un pezzo fondamentale di un puzzle che si sta via via ultimando.

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